Lavori da Donne e lavori da Uomini

insiemeIl 1° maggio ho partecipato, ad Ancona, alla cerimonia di consegna  delle Stelle al Merito del Lavoro nelle Marche di cui circa il 20% destinate a donne, tutte impiegate in ruoli amministrativi.

Immediatamente il mio pensiero è andato all’invito, ricevuto due giorni prima, per il Forum delle Pubbliche Amministrazioni con il programma di massima delle giornate e l’elenco dei/delle Relatori/trici: un totale di 82 presone di cui solo 19 donne a parlare di un settore in cui le donne rappresentano circa il 55% della forza lavoro.

Questo stridere di dati ed informazioni mi ha fatto tornare a riflettere sui lavori svolti dalle donne e su quelli svolti dagli uomini.

Nel 2010 la Camera di commercio di Monza e Brianza ha svolto uno studio sui dati relativi al registro delle imprese da cui risulta che lavori come camionistafabbro non son più lavori prettamente maschili.

Le camioniste sono oltre 1.800 con un altro trend di crescita mentre oltre 700 sono le carrozziere o le meccaniche raggiungendo quasi l’1,5% del totale.

 

Ci sono poi le  falegname (circa 300) e altrettante calzolaie, ed anche circa 400 elettriciste e circa 150 idrauliche.

Viene quindi sfatato lo stereotipo che vuole le donne poco inclini a lavori manuali diversi da quelli del cucito o del fai da te artistico.

Nel 2014 due sociologhe, Margherita Sabrina Perra ed Elisabetta Rusigni, hanno pubblicato con Franco Angeli un saggio dal titolo “Trasformazioni del lavoro nella contemporaneità. Gli uomini nei lavori non maschili” nel quale si evidenzia che gli uomini cominciano a frequentare cori di laurea per Assistenti Sociali (circa il 9,4%) e che ci sono uomini occupati come badanti e collaboratori familiari (soprattutto stranieri) ma anche baby sittercasalinghi.

Uomini che abbattono gli stereotipi e cominciano a dedicarsi alle attività di cura non solo perché padri ma anche a titolo professionale.

La domanda è: quanto questi cambiamenti sono dettati dalla necessità di trovare un lavoro e reinventarlo con caratteristiche più vicine a se e quanto, invece, c’è stato un cambiamento culturale – fuori dagli stereotipi – che spinge finalmente uomini e donne a guardarsi con occhi diversi?

 

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Informazioni su vice Consigliera di Parità Regione Marche

Paola Petrucci è nata ad Ascoli Piceno il 2 maggio 1962, coniugata con un figlio, è da sempre attiva nel mondo del volontariato, dell'educazione e della promozione sociale. Ha frequentato l'Istituto Tecnico per Geometri ed è stata iscritta all'Albo dei Geometri dal 1981 al 2011 svolgendo, tra l'altro, la libera professione. Pur non essendosi mai iscritta all'Università ha frequentato master sulle tematiche del marketing, dell'innovazione e della gestione d'impresa. Tra il 1981 ed il 1995 ha gestito l'impresa edile di famiglia occupandosi prevalentemente delle relazioni con la committenza, del marketing relazionale e dell'organizzazione generale. Nel 1995 ha iniziato a svolgere l'attività di consulente e formatore delle aree: dinamiche di gruppo, tecniche di organizzazione, creazione d'impresa, motivazioni imprenditoriali anche in ottica di genere, tecniche di autoimprenditorialità, marketing di se' e bilanciamento delle competenze partecipando a numerosi progetti sia per Enti Privati che per Enti Pubblici. Tra il 1995 ed il 2008 è stata amministratrice e responsabile di progetto della società Sorelle Petrucci snc con la quale erogava servizi a favore di Enti Pubblici e Privati per il sostegno delle attività imprenditoriali, unitamente alle sorelle. Tra il 1989 ed il 1997 ha ricoperto diversi ruoli istituzionali in seno a Confindustria sia per la Provincia di Ascoli Piceno (Presidente dei Giovani Imprenditori e vice Presidente della stessa Confindustria Provinciale) che a livello regionale quale vice Presidente regionale dei Giovani Imprenditori delle Marche oltre a ruoli tecnici e di supporto in Commissioni Nazionali in seno ai Giovani Imprenditori di Confindustria. Dal 1996 è componente della Commissione per le Pari Opportunità della Provincia di Ascoli Piceno dove ha svolto il ruolo di vice Presidente e di coordinatrice dei gruppi di lavoro sulle tematiche inerenti l'impresa, il lavoro e la formazione. Dal 2001 ricopre il ruolo tecnico di Consigliera di Parità per la Provincia di Ascoli Piceno e, dal 2011, quello Consigliera di Parità per la Regione Marche. Nel 2014/2016 ha partecipato al gruppo di coordinamento nazionale degli Stati Generali delle donne come responsabile dei percorsi sul passaggio generazionale e degli Stati generali delle donne delle Marche. Ha collaborato alla redazione di diverse pubblicazioni e, ad ottobre 2015, ha pubblicato un breve saggio dal titolo Chi ha paura del gender? Dal 2016 è la Leader della Rete al femminile di Ascoli Piceno.
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