Giornata internazionale contro la violenza alle donne 2015

1322218261-1CarlottaGranataQuale Consigliera di Parità, nominata dal Ministero del Lavoro di concerto con il Ministero delle Pari Opportunità per la lotta alle discriminazioni di genere nei luoghi di lavoro, ho la consapevolezza di operare in una nicchia che in una Repubblica che si dice fondata sul lavoro è lo specchio della situazione socio-economica che viviamo.

Storicamente la diversità di genere ha rappresentato la chiave di lettura penalizzante per le donne che ha poi generato ogni altra forma discriminatoria.

La donna, dunque, è oggetto di violenza nel momento stesso in cui viene discriminata in quanto tale.

Discriminazione nei ruoli sociali e, quindi, violenza contro l’emancipazione sociale delle donne che nasce nelle mura domestiche e si manifesta, in forma eclatante, tra la società civile e nel mondo del lavoro.

Siamo prigionieri di una vecchia ideologia che vuole donne ed uomini ingabbiati in stereotipi da cui è difficile emanciparsi a causa di valutazioni parziali basate sulla non conoscenza delle tematiche di riferimento così come ormai risulta evidente dal dibattito sul “gender” in cui dati oggettivi vengono strumentalizzati e letti in modo partigiano, distruttivo e violento.

Nella nostra società lo stile relazionale è violento e basato sulla prevaricazione tra soggetti o gruppi di persone dando origine alle discriminazioni ed innescando spirali di violenze e recriminazioni.

In Italia le donne che hanno un lavoro dipendente vengono pagate meno degli uomini, e ciò è ancora più evidente nelle Marche con un differenziale salariale che raggiunge punte del -39%; questa discriminazione diffusa è una strisciante forma di violenza che sminuisce la figura femminile e la rende subalterna a quella degli uomini.

Questo è solo uno dei tanti campi in cui le donne, in ambito lavorativo, sono discriminate perché considerate, in modo più o meno consapevole e/o volontario, di minor valore rispetto ai colleghi uomini.

Questa tipologia di approccio innesca la prevaricazione violenta di genere che si basa sulla percezione delle donne quali soggetti da sottomettere perché di minor valore.

Occorre, quindi, impegnarsi su modelli culturali e sociali basati sulla valorizzazione delle differenze quali primari strumenti di costruzione delle individualità nell’ambito di società e di crescere e costruire nuovi modelli positivi

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Informazioni su vice Consigliera di Parità Regione Marche

Paola Petrucci è nata ad Ascoli Piceno il 2 maggio 1962, coniugata con un figlio, è da sempre attiva nel mondo del volontariato, dell'educazione e della promozione sociale. Ha frequentato l'Istituto Tecnico per Geometri ed è stata iscritta all'Albo dei Geometri dal 1981 al 2011 svolgendo, tra l'altro, la libera professione. Pur non essendosi mai iscritta all'Università ha frequentato master sulle tematiche del marketing, dell'innovazione e della gestione d'impresa. Tra il 1981 ed il 1995 ha gestito l'impresa edile di famiglia occupandosi prevalentemente delle relazioni con la committenza, del marketing relazionale e dell'organizzazione generale. Nel 1995 ha iniziato a svolgere l'attività di consulente e formatore delle aree: dinamiche di gruppo, tecniche di organizzazione, creazione d'impresa, motivazioni imprenditoriali anche in ottica di genere, tecniche di autoimprenditorialità, marketing di se' e bilanciamento delle competenze partecipando a numerosi progetti sia per Enti Privati che per Enti Pubblici. Tra il 1995 ed il 2008 è stata amministratrice e responsabile di progetto della società Sorelle Petrucci snc con la quale erogava servizi a favore di Enti Pubblici e Privati per il sostegno delle attività imprenditoriali, unitamente alle sorelle. Tra il 1989 ed il 1997 ha ricoperto diversi ruoli istituzionali in seno a Confindustria sia per la Provincia di Ascoli Piceno (Presidente dei Giovani Imprenditori e vice Presidente della stessa Confindustria Provinciale) che a livello regionale quale vice Presidente regionale dei Giovani Imprenditori delle Marche oltre a ruoli tecnici e di supporto in Commissioni Nazionali in seno ai Giovani Imprenditori di Confindustria. Dal 1996 è componente della Commissione per le Pari Opportunità della Provincia di Ascoli Piceno dove ha svolto il ruolo di vice Presidente e di coordinatrice dei gruppi di lavoro sulle tematiche inerenti l'impresa, il lavoro e la formazione. Dal 2001 ricopre il ruolo tecnico di Consigliera di Parità per la Provincia di Ascoli Piceno e, dal 2011, quello Consigliera di Parità per la Regione Marche. Nel 2014/2016 ha partecipato al gruppo di coordinamento nazionale degli Stati Generali delle donne come responsabile dei percorsi sul passaggio generazionale e degli Stati generali delle donne delle Marche. Ha collaborato alla redazione di diverse pubblicazioni e, ad ottobre 2015, ha pubblicato un breve saggio dal titolo Chi ha paura del gender? Dal 2016 è la Leader della Rete al femminile di Ascoli Piceno.
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