TELELAVORO & CONTRADDIZIONI

imagesHo già affrontato questo argomento in questo post di due anni fa quindi non torno su alcune mie considerazioni scritte due anni fa e che confermo.

Ci sono momenti in cui vengo colpita dalla schizofrenia del sistema e resto allibita ancor oggi che siamo, ancora, in tempi di spending review.
Parto dal mio lavoro di consulente aziendale e dall’incarico di Consigliera di Parità: il mio lavoro si divide tra casa e trasferta, con il mio ebook sempre operativo, se dovessi svolgere le mie attività tutte fuori casa – utilizzando un ufficio esterno – non riuscirei a gestire tutto e, soprattutto, i miei costi s’impennerebbero e ciò, soprattutto di questi tempi, non si augura a nessuno.

Con una mia collega Consigliera di Parità ci stiamo occupando, senza avere risposte, di una Ispettrice di una Direzione Territoriale per il Lavoro (Ministero del Lavoro quindi) che ha chiesto di poter usufruire del telelavoro e che non ottiene risposte.

In questo caso il Ministero, che si è riorganizzato e deve contenere i costi, non avrebbe alcun costo aggiuntivo perché la lavoratrice utilizza già, per la specificità d’incarico, un computer portatile e una connessione forniti dal’ufficio.

I benefici, di contro, sarebbero molteplici perché l’Ispettrice in questione, oltre ad abitare in zona montana e disagiata in periodo invernale, è madre di due figli piccoli ed in attesa del terzo: la lavoratrice trarrebbe un grande vantaggio e rinuncerebbe al congedo facoltativo e l’ufficio potrebbe continuare ad avvalersi della sua preziosa collaborazione.

Eppure il Ministero del Lavoro tace.

Oggi leggo un post, diffuso da una collega Avvocata, circa la bozza di D.M. approvata dal Ministero della Giustizia sul nuovo regolamento per l’esercizio della professione forense nella quale si richiedono spazi e linee telefoniche “destinati” all’attività e, quindi si rischia di escludere la possibilità di lavorare da casa.

Questa è la schizofrenia che colgo, quando l’anno europeo sulla conciliazione dei tempi di vita e di lavoro (ma noi in Italia lo abbiamo ignorato …) si è appena concluso, quando noi Consigliere di Parità c’impegniamo per un welfare family friend, quando tutti – pubblico e privato – cerchiamo di ridurre le spese di gestione, quando le richieste vanno in una direzione e le risposte sembrano andare nella direzione sbagliata…..

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Informazioni su vice Consigliera di Parità Regione Marche

Paola Petrucci è nata ad Ascoli Piceno il 2 maggio 1962, coniugata con un figlio, è da sempre attiva nel mondo del volontariato, dell'educazione e della promozione sociale. Ha frequentato l'Istituto Tecnico per Geometri ed è stata iscritta all'Albo dei Geometri dal 1981 al 2011 svolgendo, tra l'altro, la libera professione. Pur non essendosi mai iscritta all'Università ha frequentato master sulle tematiche del marketing, dell'innovazione e della gestione d'impresa. Tra il 1981 ed il 1995 ha gestito l'impresa edile di famiglia occupandosi prevalentemente delle relazioni con la committenza, del marketing relazionale e dell'organizzazione generale. Nel 1995 ha iniziato a svolgere l'attività di consulente e formatore delle aree: dinamiche di gruppo, tecniche di organizzazione, creazione d'impresa, motivazioni imprenditoriali anche in ottica di genere, tecniche di autoimprenditorialità, marketing di se' e bilanciamento delle competenze partecipando a numerosi progetti sia per Enti Privati che per Enti Pubblici. Tra il 1995 ed il 2008 è stata amministratrice e responsabile di progetto della società Sorelle Petrucci snc con la quale erogava servizi a favore di Enti Pubblici e Privati per il sostegno delle attività imprenditoriali, unitamente alle sorelle. Tra il 1989 ed il 1997 ha ricoperto diversi ruoli istituzionali in seno a Confindustria sia per la Provincia di Ascoli Piceno (Presidente dei Giovani Imprenditori e vice Presidente della stessa Confindustria Provinciale) che a livello regionale quale vice Presidente regionale dei Giovani Imprenditori delle Marche oltre a ruoli tecnici e di supporto in Commissioni Nazionali in seno ai Giovani Imprenditori di Confindustria. Dal 1996 è componente della Commissione per le Pari Opportunità della Provincia di Ascoli Piceno dove ha svolto il ruolo di vice Presidente e di coordinatrice dei gruppi di lavoro sulle tematiche inerenti l'impresa, il lavoro e la formazione. Dal 2001 ricopre il ruolo tecnico di Consigliera di Parità per la Provincia di Ascoli Piceno e, dal 2011, quello Consigliera di Parità per la Regione Marche. Nel 2014/2016 ha partecipato al gruppo di coordinamento nazionale degli Stati Generali delle donne come responsabile dei percorsi sul passaggio generazionale e degli Stati generali delle donne delle Marche. Ha collaborato alla redazione di diverse pubblicazioni e, ad ottobre 2015, ha pubblicato un breve saggio dal titolo Chi ha paura del gender? Dal 2016 è la Leader della Rete al femminile di Ascoli Piceno.
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