EUROPA DONNE LAVORO

europa_lavoroEra l’inizio estate 2011, quando ero già stata designata quale Consigliera di Parità per la Regione Marche ma in attesa della nomina con decreto interministeriale, quando ho incontrato la prima (di una serie) delegazione straniera che veniva in Italia (con un progetto in cui la Regione Marche era partner) per conoscere le nostre politiche in tema di parità.

Si trattava di una delegazione polacca che era particolarmente interessata a conoscere la figura della Consigliera di Parità che continua ad essere unica per la sua specificità e per le caratteristiche tecniche di autonomia.

Infatti le Consigliere di Parità intervengono, in qualità di Pubblici Ufficiali, nei casi di discriminazioni di genere nei luoghi di lavoro e svolgo un ruolo terzo rispetto alle parti (Lavoratrice/ore e Azienda) e di natura tecnica.

In questi anni (sono stata nominata Consigliera di Parità per la Provincia di Ascoli Piceno nell’ormai lontano 2001) ho potuto constatare come continuamente – e su tutto il territorio italiano – le Consigliere di Parità incontrano delegazioni straniere come nel mio caso (per la Regione Marche la media è di una delegazione ogni anno) e sempre viene manifestato grande interesse auspicando l’istituzione di una figura analoga e di garanzia anche negli altri Stati membri.

Purtroppo però, c’è un risvolto della medaglia…..

Almeno per quanto mi riguarda, ma credo di poter parare a nome di molte colleghe Consigliere di Parità, dopo ogni incontro resta l’amaro in bocca per aver raccontato (almeno nel mio caso) delle mezze verità omettendo un triste e significativo particolare.

In Italia, con il pretesto ella riduzione dei costi, è in atto il tentativo di svuotare il ruolo delle Consigliere di Parità togliendo loro risorse e dignità mettendole in condizione di operare come volontarie che, troppo spesso, non sono neanche supportate dagli Enti ospitanti (Regioni e Province che ne hanno l’obbligo) con uffici, attrezzature e personale di segreteria.

Sono convinta che la necessità di contrarre le spese sia solo un pretesto (anche se in passato sono stati spesi troppi soldi) perché, nel momento in cui le Consigliere di Parità hanno potuto produrre risultati concreti nel campo della tutela e della prevenzione delle discriminazioni di genere nei luoghi di lavoro hanno cominciato ad essere scomode.

Tutto questo m’idigna e mi spinge ad andare avanti nel contrasto delle discriminazioni di genere nei luoghi di lavoro in modo inversamente proporzionale alle risorse che ci vengono destinate!

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Informazioni su vice Consigliera di Parità Regione Marche

Paola Petrucci è nata ad Ascoli Piceno il 2 maggio 1962, coniugata con un figlio, è da sempre attiva nel mondo del volontariato, dell'educazione e della promozione sociale. Ha frequentato l'Istituto Tecnico per Geometri ed è stata iscritta all'Albo dei Geometri dal 1981 al 2011 svolgendo, tra l'altro, la libera professione. Pur non essendosi mai iscritta all'Università ha frequentato master sulle tematiche del marketing, dell'innovazione e della gestione d'impresa. Tra il 1981 ed il 1995 ha gestito l'impresa edile di famiglia occupandosi prevalentemente delle relazioni con la committenza, del marketing relazionale e dell'organizzazione generale. Nel 1995 ha iniziato a svolgere l'attività di consulente e formatore delle aree: dinamiche di gruppo, tecniche di organizzazione, creazione d'impresa, motivazioni imprenditoriali anche in ottica di genere, tecniche di autoimprenditorialità, marketing di se' e bilanciamento delle competenze partecipando a numerosi progetti sia per Enti Privati che per Enti Pubblici. Tra il 1995 ed il 2008 è stata amministratrice e responsabile di progetto della società Sorelle Petrucci snc con la quale erogava servizi a favore di Enti Pubblici e Privati per il sostegno delle attività imprenditoriali, unitamente alle sorelle. Tra il 1989 ed il 1997 ha ricoperto diversi ruoli istituzionali in seno a Confindustria sia per la Provincia di Ascoli Piceno (Presidente dei Giovani Imprenditori e vice Presidente della stessa Confindustria Provinciale) che a livello regionale quale vice Presidente regionale dei Giovani Imprenditori delle Marche oltre a ruoli tecnici e di supporto in Commissioni Nazionali in seno ai Giovani Imprenditori di Confindustria. Dal 1996 è componente della Commissione per le Pari Opportunità della Provincia di Ascoli Piceno dove ha svolto il ruolo di vice Presidente e di coordinatrice dei gruppi di lavoro sulle tematiche inerenti l'impresa, il lavoro e la formazione. Dal 2001 ricopre il ruolo tecnico di Consigliera di Parità per la Provincia di Ascoli Piceno e, dal 2011, quello Consigliera di Parità per la Regione Marche. Nel 2014/2016 ha partecipato al gruppo di coordinamento nazionale degli Stati Generali delle donne come responsabile dei percorsi sul passaggio generazionale e degli Stati generali delle donne delle Marche. Ha collaborato alla redazione di diverse pubblicazioni e, ad ottobre 2015, ha pubblicato un breve saggio dal titolo Chi ha paura del gender? Dal 2016 è la Leader della Rete al femminile di Ascoli Piceno.
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