Consigliere di Parità: dopo trentanni si ricomincia…..

logo consigliera nazionale 3DNella legislatura italiana la figura della Consigliera di Parità compare, per la prima volta nella Legge n. 863 del 19 dicembre 1984 che, al comma 4 dell’articolo 4, parlando della composizione della Commissione regionale per il Lavoro, recita: “Alle riunioni della commissione assistono, con facoltà di intervento, il capo dell’ispettorato regionale del lavoro, il direttore dell’ufficio regionale del lavoro e della massima occupazione, ed un membro, designato dal Ministro del lavoro e della previdenza sociale, con funzione di consigliere per l’attuazione dei principi di parità di trattamento tra uomo e donna in materia di lavoro.”

Le caratteristiche sono evidenti: competenza tecnica ed in materia di lavoro con una specifica attenzione alle problematiche di genere.

Questa debole figura, ribadita anche nella Legge n. 56 del 1987 contenente le norme sulla riorganizzazione del lavoro, è stata definita, nel ruolo e nelle funzioni, con la Legge n. 125 del 10 aprile 1991.

Questa legge era propositiva e promozionale delle politiche di parità e venne considerata all’avanguardia per la legislazione europea anche se, relativamente alle Consigliere di Parità, ha dimostrato la sua debolezza nelle scarse risorse strumentali ad esse attribuite.

Con il Decreto n. 196 del 23 maggio 2000 la figura delle Consigliere di Parità viene rivisitata ed integrata con risorse e potere sanzionatorio che hanno consentito un’effettiva attività delle stesse.

Le Consigliere di Parità, organizzate nella rete nazionale che s’insediò il 7 maggio 2002 (io c’ero), hanno svolto le loro attività istituzionali affrontando casi, avviando campagne informative, fornendo pareri e sottoscrivendo accordi e convenzioni.

Con il Codice per le Pari Opportunità (Legge n. 198 dell’11 aprile 2006) vengono limati alcuni aspetti del ruolo confermandone funzioni ed autorità che stavano consentendo alle Consigliere di Parità di procedere nella loro attività di sensibilizzazione rispetto alla tematica di genere nei luoghi di lavoro e di repressione delle azioni discriminatorie.

A far data dal mese di febbraio 2010 alle Consigliere di Parità viene riconosciuta un’indennità di ruolo per le attività svolte ma, contestualmente, iniziano i tagli ai fondi per le attività.

Fin qui i fatti, una rapida e sintetica ricostruzione di date e riferimenti normativi a cui sono legate le Consigliere di Parità.

In pochi anni i fondi per le Consigliere di Parità sono stati drasticamente ridotti, sarebbero scomparsi de non ci fosse stato un tempestivo intervento sulla Legge di stabilita 2013.

Il pretesto è il taglio dei fondi agli organismi nazionali quando, nei fatti, la rete nazionale delle consigliere di parità è un luogo di coordinamenti delle stesse che sono soggetti autonomi sui territori provinciali e regionali e, quindi, il taglio poteva essere notevolmente ridimensionato destinandolo esclusivamente alla quota per le attività nazionali e della rete.

Nei fatti, dal momento in cui le Consigliere di Parità si sono mostrate per la loro autonomia decisionale (mi riferisco ai fatti dell’estate del 2008 a seguito dell’abrogazione della Legge 188/2007 contro le dimissioni in bianco) il mondo politico ha creduto bene di cominciare a tagliare le risorse a quante potevano esser loro d’intralcio.

Certamente le Consigliere di Parità devono ricominciare a far sentire la loro voce sulle tematiche di loro stretta competenza – così come definite dalla Legge – ed inerenti le dinamiche di lavoro lette in ottica di genere senza disperdersi in mille altre attività che attendono al più vasto mondo delle Pari Opportunità e dei diritti delle donne per far rendere al massimo le risorse inesistenti e pretendere un rinnovato riconoscimento del loro ruolo.

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Informazioni su vice Consigliera di Parità Regione Marche

Paola Petrucci è nata ad Ascoli Piceno il 2 maggio 1962, coniugata con un figlio, è da sempre attiva nel mondo del volontariato, dell'educazione e della promozione sociale. Ha frequentato l'Istituto Tecnico per Geometri ed è stata iscritta all'Albo dei Geometri dal 1981 al 2011 svolgendo, tra l'altro, la libera professione. Pur non essendosi mai iscritta all'Università ha frequentato master sulle tematiche del marketing, dell'innovazione e della gestione d'impresa. Tra il 1981 ed il 1995 ha gestito l'impresa edile di famiglia occupandosi prevalentemente delle relazioni con la committenza, del marketing relazionale e dell'organizzazione generale. Nel 1995 ha iniziato a svolgere l'attività di consulente e formatore delle aree: dinamiche di gruppo, tecniche di organizzazione, creazione d'impresa, motivazioni imprenditoriali anche in ottica di genere, tecniche di autoimprenditorialità, marketing di se' e bilanciamento delle competenze partecipando a numerosi progetti sia per Enti Privati che per Enti Pubblici. Tra il 1995 ed il 2008 è stata amministratrice e responsabile di progetto della società Sorelle Petrucci snc con la quale erogava servizi a favore di Enti Pubblici e Privati per il sostegno delle attività imprenditoriali, unitamente alle sorelle. Tra il 1989 ed il 1997 ha ricoperto diversi ruoli istituzionali in seno a Confindustria sia per la Provincia di Ascoli Piceno (Presidente dei Giovani Imprenditori e vice Presidente della stessa Confindustria Provinciale) che a livello regionale quale vice Presidente regionale dei Giovani Imprenditori delle Marche oltre a ruoli tecnici e di supporto in Commissioni Nazionali in seno ai Giovani Imprenditori di Confindustria. Dal 1996 è componente della Commissione per le Pari Opportunità della Provincia di Ascoli Piceno dove ha svolto il ruolo di vice Presidente e di coordinatrice dei gruppi di lavoro sulle tematiche inerenti l'impresa, il lavoro e la formazione. Dal 2001 ricopre il ruolo tecnico di Consigliera di Parità per la Provincia di Ascoli Piceno e, dal 2011, quello Consigliera di Parità per la Regione Marche. Nel 2014/2016 ha partecipato al gruppo di coordinamento nazionale degli Stati Generali delle donne come responsabile dei percorsi sul passaggio generazionale e degli Stati generali delle donne delle Marche. Ha collaborato alla redazione di diverse pubblicazioni e, ad ottobre 2015, ha pubblicato un breve saggio dal titolo Chi ha paura del gender? Dal 2016 è la Leader della Rete al femminile di Ascoli Piceno.
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