Donne, Europa e comunicazione

downloadPer affrontare questo tema mi piace partire dalla fine, dalla comunicazione.

I toni e le modalità dei media, ma anche dei socialnetwork, sono sempre eccessivi, smisurati e violenti oltre che sessisti e stereotipati.

Sintomatico è stato l’episodio che ha visto protagonista il nostro territorio a gennaio/febbraio scorsi quando una sartoria per uomo ha utilizzato l’immagine di una donna nuda per reclamizzare il proprio marchio.

La mia preoccupazione personale, intervenendo in tale caso per la sospensione della campagna pubblicitaria, è stata non solo relativa al messaggio pubblicitario stesso quanto alla violenta reazione di molti, anche donne, che apprezzavano tali stereotipi sessisti.

Riflettevo, tra l’altro, con un gruppo di studentesse e studenti sull’utilizzo degli insulti e sperimentavo in modo empirico con loro quanto gli insulti siano connotati da stereotipi sessisti anche quando ad usarli sono proprio le ragazze: si fa, quasi sempre, riferimento alle abitudini sessuali o a presunte professioni (a sfondo sessuale) delle donne oggetto dell’insulto o delle madri di quanti s’intendono insultare.

Possiamo, quindi, affermare che la comunicazione non è amica delle donne.
Guardando, poi, alle donne in Italia e ai parametri europei le sperequazioni sono evidenti e non solo per la ridotta partecipazione delle donne italiane nei luoghi decisionali ma, anche, nella vita di tutti i giorni.

L’anno da poco concluso ha visto, per la prima volta, salire al 14,6% la disoccupazione femminile nelle Marche che, per la prima volta, supera la media italiana.

Nelle Marche sono ben 573 le madri (a cui si aggiungono 70 padri) che, nel 2013, hanno dovuto lasciare il loro lavoro entro i primi tre anni di vita dei loro figli per carenza della rete familiare, dei servizi pubblici o eccessivi costi degli stessi.

Nell’anno europeo per la conciliazione tra i tempi di vita e i tempi di lavoro abbiamo forti problemi in tal senso.

Non a caso l’Europa ha scelto come testimonial per quest’anno i Pinguini non solo per l’assoluta intercambiabilità dei due genitori nella cova e nella pesca ma, anche, perché i pinguini hanno ben compreso che le diversità rappresentano una ricchezza scegliendo di nidificare insieme agli albatros che danno loro sicurezza e protezione.

Quando, quattordici anni fa, veniva approvata la Legge 53 che poneva al centro il valore della famiglia e della conciliazione, rivoluzionando il precedente concetto legato alla maternità, l’Italia si poneva all’avanguardia in Europa proprio per queste scelte. Oggi, da un confronto tra le leggi a tutela della maternità e della famiglia degli Stati membri, l’Italia è scivolata al 13° o 14° posto perdendo, in media, una posizione ogni anno.

Sono convinta che la risposta alla crisi, anche europea e mondiale, debba essere trovata in un nuovo modo di vivere e comunicare l’essere parte di un sistema più grande, la questione non è dentro o fuori dall’Europa ma trovare una nuova forma di condivisione dei processi e delle scelte per attivare un meccanismo virtuoso di coopetizione.

In questo le donne, da sempre più attente a valori più sociali e meno economici, possono rappresentare il vero cambiamento culturale dell’Italia e dell’Europa.

seminario 25 marzo 2014

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Informazioni su vice Consigliera di Parità Regione Marche

Paola Petrucci è nata ad Ascoli Piceno il 2 maggio 1962, coniugata con un figlio, è da sempre attiva nel mondo del volontariato, dell'educazione e della promozione sociale. Ha frequentato l'Istituto Tecnico per Geometri ed è stata iscritta all'Albo dei Geometri dal 1981 al 2011 svolgendo, tra l'altro, la libera professione. Pur non essendosi mai iscritta all'Università ha frequentato master sulle tematiche del marketing, dell'innovazione e della gestione d'impresa. Tra il 1981 ed il 1995 ha gestito l'impresa edile di famiglia occupandosi prevalentemente delle relazioni con la committenza, del marketing relazionale e dell'organizzazione generale. Nel 1995 ha iniziato a svolgere l'attività di consulente e formatore delle aree: dinamiche di gruppo, tecniche di organizzazione, creazione d'impresa, motivazioni imprenditoriali anche in ottica di genere, tecniche di autoimprenditorialità, marketing di se' e bilanciamento delle competenze partecipando a numerosi progetti sia per Enti Privati che per Enti Pubblici. Tra il 1995 ed il 2008 è stata amministratrice e responsabile di progetto della società Sorelle Petrucci snc con la quale erogava servizi a favore di Enti Pubblici e Privati per il sostegno delle attività imprenditoriali, unitamente alle sorelle. Tra il 1989 ed il 1997 ha ricoperto diversi ruoli istituzionali in seno a Confindustria sia per la Provincia di Ascoli Piceno (Presidente dei Giovani Imprenditori e vice Presidente della stessa Confindustria Provinciale) che a livello regionale quale vice Presidente regionale dei Giovani Imprenditori delle Marche oltre a ruoli tecnici e di supporto in Commissioni Nazionali in seno ai Giovani Imprenditori di Confindustria. Dal 1996 è componente della Commissione per le Pari Opportunità della Provincia di Ascoli Piceno dove ha svolto il ruolo di vice Presidente e di coordinatrice dei gruppi di lavoro sulle tematiche inerenti l'impresa, il lavoro e la formazione. Dal 2001 ricopre il ruolo tecnico di Consigliera di Parità per la Provincia di Ascoli Piceno e, dal 2011, quello Consigliera di Parità per la Regione Marche. Nel 2014/2016 ha partecipato al gruppo di coordinamento nazionale degli Stati Generali delle donne come responsabile dei percorsi sul passaggio generazionale e degli Stati generali delle donne delle Marche. Ha collaborato alla redazione di diverse pubblicazioni e, ad ottobre 2015, ha pubblicato un breve saggio dal titolo Chi ha paura del gender? Dal 2016 è la Leader della Rete al femminile di Ascoli Piceno.
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