Si è concluso anche questo mese di novembre

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Sono stati emanati i bollettini di guerra, il numero dei femminicidi è cambiato di giorno in giorno così da trovarsi ad ogni incontro sul territorio che si susseguiva un elenco più lungo.

I dati sulla violenza di genere nella Marche sono stati illustrati oggi in una seduta aperta del Consiglio Regionale.

Non sono stata presente a causa di precedenti impegni ma, su richiesta del Presidente Solazzi, ho inviato questa breve riflessione unitamente ai miei saluti.

Quale Consigliera di Parità, nominata dal Ministero del Lavoro di concerto con il Ministero delle Pari Opportunità per la lotta alle discriminazioni di genere nei luoghi di lavoro, ho la consapevolezza di operare in una nicchia che in una Repubblica che si dice fondata sul lavoro è lo specchio della situazione socio-economica che viviamo.

Storicamente la diversità di genere ha rappresentato la chiave di lettura penalizzante per le donne, madre di tutte le discriminazioni, che ha poi generato ogni altra forma discriminatoria.

La donna, dunque, oggetto di violenza nel momento stesso in cui viene discriminata in quanto tale.

Discriminazione nei ruoli sociali e, quindi, violenza contro l’emancipazione sociale delle donne che nasce nelle mura domestiche e si manifesta, in forma eclatante, tra la società civile e nel mondo del lavoro.

La mia riflessione scaturisce da una rilettura delle dinamiche sociali ed economiche attraverso le terminologie che utilizziamo per indicarle.

Nel trattare di ruoli e compiti organizzativi nelle famiglie e nei contesti socio-economici utilizziamo da sempre la parola conciliazione ossia l’azione con cui si mettono d’accordo le esigenze divergenti di due o più parti.

Ma quali possono essere gli interessi divergenti delle parti all’interno di un nucleo familiare? La famiglia è il luogo in cui una coppia decide di realizzarsi e di costruire un futuro insieme.

L’attuale congiuntura economica ha reso ancora più evidente come gli obiettivi di crescita, consolidamento e sviluppo non possono essere divergenti tra le parti interessate al processo.

Eppure continuiamo a parlare di conciliazione partendo dal presupposto che ci siano interessi diversi da far convergere.

Vi propongo, quindi, d’iniziare a riflettere su queste tematiche utilizzando una parola diversa: condivisione ossia la volontà di perseguire insieme un unico obiettivo riconoscendo le caratteristiche di ciascuna parte in gioco per uno sviluppo armonico e paritario.

Con la condivisione, infatti, è possibile raggiungere a conoscenza profonda di se stessi e degli altri e riuscire a valorizzare le differenze per la costruzione di una società non discriminante e non violenta.

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Informazioni su vice Consigliera di Parità Regione Marche

Paola Petrucci è nata ad Ascoli Piceno il 2 maggio 1962, coniugata con un figlio, è da sempre attiva nel mondo del volontariato, dell'educazione e della promozione sociale. Ha frequentato l'Istituto Tecnico per Geometri ed è stata iscritta all'Albo dei Geometri dal 1981 al 2011 svolgendo, tra l'altro, la libera professione. Pur non essendosi mai iscritta all'Università ha frequentato master sulle tematiche del marketing, dell'innovazione e della gestione d'impresa. Tra il 1981 ed il 1995 ha gestito l'impresa edile di famiglia occupandosi prevalentemente delle relazioni con la committenza, del marketing relazionale e dell'organizzazione generale. Nel 1995 ha iniziato a svolgere l'attività di consulente e formatore delle aree: dinamiche di gruppo, tecniche di organizzazione, creazione d'impresa, motivazioni imprenditoriali anche in ottica di genere, tecniche di autoimprenditorialità, marketing di se' e bilanciamento delle competenze partecipando a numerosi progetti sia per Enti Privati che per Enti Pubblici. Tra il 1995 ed il 2008 è stata amministratrice e responsabile di progetto della società Sorelle Petrucci snc con la quale erogava servizi a favore di Enti Pubblici e Privati per il sostegno delle attività imprenditoriali, unitamente alle sorelle. Tra il 1989 ed il 1997 ha ricoperto diversi ruoli istituzionali in seno a Confindustria sia per la Provincia di Ascoli Piceno (Presidente dei Giovani Imprenditori e vice Presidente della stessa Confindustria Provinciale) che a livello regionale quale vice Presidente regionale dei Giovani Imprenditori delle Marche oltre a ruoli tecnici e di supporto in Commissioni Nazionali in seno ai Giovani Imprenditori di Confindustria. Dal 1996 è componente della Commissione per le Pari Opportunità della Provincia di Ascoli Piceno dove ha svolto il ruolo di vice Presidente e di coordinatrice dei gruppi di lavoro sulle tematiche inerenti l'impresa, il lavoro e la formazione. Dal 2001 ricopre il ruolo tecnico di Consigliera di Parità per la Provincia di Ascoli Piceno e, dal 2011, quello Consigliera di Parità per la Regione Marche. Nel 2014/2016 ha partecipato al gruppo di coordinamento nazionale degli Stati Generali delle donne come responsabile dei percorsi sul passaggio generazionale e degli Stati generali delle donne delle Marche. Ha collaborato alla redazione di diverse pubblicazioni e, ad ottobre 2015, ha pubblicato un breve saggio dal titolo Chi ha paura del gender? Dal 2016 è la Leader della Rete al femminile di Ascoli Piceno.
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