Sulla statua “Violata” di Ancona

RETEconCOSIGLIERERispondo all’ennesima sollecitazione delle promotrici della petizione “per la rimozione della statua Violata di Ancona” per fare chiarezza.

Le Consigliere ed i Consiglieri di Parità intraprendono ogni utile iniziativa, nell’ambito delle competenze dello Stato, ai fini del rispetto del principio di non discriminazione e della promozione di pari opportunità per lavoratori e lavoratrici.

Decreto Legislativo 11 aprile 2006, n. 198, articolo 13

Nello specifico le Consigliere di Parità sono nominate dal Ministero del Lavoro, e presso di esso sono collocate a livello nazionale, e si occupano di discriminazioni di genere nei luoghi di lavoro.

Nella Regione Marche, la Consigliera di Parità è collocata presso l’Assessorato alle Pari Opportunità e non – come peraltro richiesto dalla sottoscritta – presso l’Assessorato al Lavoro e ciò genera certamente equivoci.

Infine il ruolo delle Consigliere di Parità è di natura tecnica infatti la designazione avviene sulla base di “…requisiti di specifica competenza ed esperienza pluriennale in materia di lavoro femminile, di normative sulla parità e pari opportunità nonché di mercato del lavoro…”

Decreto Legislativo 11 aprile 2006, n. 198, articolo 13

Come ho già spiegato, sia a voce che sulla mia pagina FaceBook su cui sono stata interpellata in merito, certamente il tema della violenza mi tocca sia come donna che come persona che da circa 15 anni si occupa di tematiche di genere.

Su queste tematiche mi sono spesa unitamente alle mie colleghe con la realizzazione di seminari sull’argomento visto, anche, in relazione agli ambienti di lavoro.

Sono stata ospite d’iniziative (seminari, tavole rotonde, percorsi formativi) in qualità di esperta sulle tematiche di genere e, quale Consigliera di Parità per la Provincia di Ascoli Piceno, mi sono costituita parte civile in procedimenti contro dei datori di lavoro che usavano violenza nei confronti di loro dipendenti.

Tra l’altro non credo di dover dimostrare o motivare la mia attenzione alla tematica della violenza poiché in proposito ho scritto diversi post su questo blog  in cui è evidente la mia posizione in merito.

Tra l’altro, la statua in questione, della quale si chiede la rimozione, è stata voluta dalla Commissione Pari Opportunità della Regione Marche che è un organismo politico (le component della Commissione vengono elette) che opera in totale autonomia anche nei confronti della Regione Marche.

Per questi motivi ritengo inopportuno esprimere, nel ruolo istituzionale che ricopro, giudizi sulla statua “Violata”.

Annunci

Informazioni su vice Consigliera di Parità Regione Marche

Paola Petrucci è nata ad Ascoli Piceno il 2 maggio 1962, coniugata con un figlio, è da sempre attiva nel mondo del volontariato, dell'educazione e della promozione sociale. Ha frequentato l'Istituto Tecnico per Geometri ed è stata iscritta all'Albo dei Geometri dal 1981 al 2011 svolgendo, tra l'altro, la libera professione. Pur non essendosi mai iscritta all'Università ha frequentato master sulle tematiche del marketing, dell'innovazione e della gestione d'impresa. Tra il 1981 ed il 1995 ha gestito l'impresa edile di famiglia occupandosi prevalentemente delle relazioni con la committenza, del marketing relazionale e dell'organizzazione generale. Nel 1995 ha iniziato a svolgere l'attività di consulente e formatore delle aree: dinamiche di gruppo, tecniche di organizzazione, creazione d'impresa, motivazioni imprenditoriali anche in ottica di genere, tecniche di autoimprenditorialità, marketing di se' e bilanciamento delle competenze partecipando a numerosi progetti sia per Enti Privati che per Enti Pubblici. Tra il 1995 ed il 2008 è stata amministratrice e responsabile di progetto della società Sorelle Petrucci snc con la quale erogava servizi a favore di Enti Pubblici e Privati per il sostegno delle attività imprenditoriali, unitamente alle sorelle. Tra il 1989 ed il 1997 ha ricoperto diversi ruoli istituzionali in seno a Confindustria sia per la Provincia di Ascoli Piceno (Presidente dei Giovani Imprenditori e vice Presidente della stessa Confindustria Provinciale) che a livello regionale quale vice Presidente regionale dei Giovani Imprenditori delle Marche oltre a ruoli tecnici e di supporto in Commissioni Nazionali in seno ai Giovani Imprenditori di Confindustria. Dal 1996 è componente della Commissione per le Pari Opportunità della Provincia di Ascoli Piceno dove ha svolto il ruolo di vice Presidente e di coordinatrice dei gruppi di lavoro sulle tematiche inerenti l'impresa, il lavoro e la formazione. Dal 2001 ricopre il ruolo tecnico di Consigliera di Parità per la Provincia di Ascoli Piceno e, dal 2011, quello Consigliera di Parità per la Regione Marche. Nel 2014/2016 ha partecipato al gruppo di coordinamento nazionale degli Stati Generali delle donne come responsabile dei percorsi sul passaggio generazionale e degli Stati generali delle donne delle Marche. Ha collaborato alla redazione di diverse pubblicazioni e, ad ottobre 2015, ha pubblicato un breve saggio dal titolo Chi ha paura del gender? Dal 2016 è la Leader della Rete al femminile di Ascoli Piceno.
Galleria | Questa voce è stata pubblicata in Uncategorized e contrassegnata con , , , . Contrassegna il permalink.

20 risposte a Sulla statua “Violata” di Ancona

  1. Elena Pascolini ha detto:

    che peccato però non riuscire ad aprire un dibattito sereno e concreto su questa faccenda, l’unico pensiero che ho è che grazie alla protesta e al movimento spontaneo, ormai di portata nazionale, sta nascendo una grande rete, informale, apolitica e onestamente vicina alle donne,
    Che la politica non sia un modo per non rispondere ma uno strumento per cercare risposte.
    Con tutta la mia stima ma anche con un pizzico di amarezza.
    Elena Pascolini (una senza alcun ruolo ma che grazie a dio può dire quello che pensa).

    • Carissima Elena,
      certamente si è aperto un dibattito che temo abbia ingigantito il problema perché, purtroppo, non tutte/i intervengono senza secondi fini.
      Purtroppo la confusione dei ruoli porta a voler trascinare nelle discussioni persone che, istituzionalmente, devono occuparsi di altro.
      Il mio non è un non voler partecipare al dibattito ma distinguere i ruoli al contrario di altre/i che non fanno altro che confonderli e giocare su questo.
      Se non fossi stata la Consigliera di parità per la Regione avrei espresso la mia opinione documentandomi ma, proprio l’esagerato clamore che si è voluto dare a questa vicenda mi costringe a prenderne le distanze.
      Spero di essere stata chiara.

      • Elena Pascolini ha detto:

        L'”esagerato clamore” è dato dalla raccolta di oltre 2000 firme di cui molte provenienti da centri antiviolenza, pari opportunità e associazioni femminili di tutta Italia? Non discuto più sulla rigidità dei ruoli che lei ha egregiamente spiegato, ma a questo punto sono obbligata a chiederle su che base afferma che “non tutte intervengono senza secondi fini”. E’ una dichiarazione pesante, non credo la si debba fare senza nomi, cognomi e precise motivazioni, proprio alla luce del ruolo che lei ricopre e della sua dichiarata impossibilità di prendere posizione.
        Sono sicura che apriremo un dialogo costruttivo con le istituzioni e che questo esagerato clamore venga prima o poi recepito come un chiaro segnale che forse è arrivato il momento di aggiustare un po’ i rapporti tra cittadini e politica locale.
        Le auguro buon lavoro e la prego di non prendere le mie parole come una sterile polemica perchè trovo un po’ offensivo questo continuo minimizzare quello che è una lecita protesta da parte di privati cittadini.
        Cordialmente.
        Elena Pascolini
        (sicuramente una che non ha secondi fini)

      • Carissima Elena,
        posso garantirti che le pressioni arrivano da tutte le parti e, tra l’altro, mi ero offerta di mediare e, per tutta risposta, sono state fatte azioni sui giornali e online.
        Tutto questo, tra l’altro, in piena campagna elettorale…….
        Sono consapevole di quello che affermo perché vedo i fatti dalla giusta distanza.

  2. Emilio D'Alessio ha detto:

    Complimenti Consigliera, in confronto Ponzio Pilato era un decisionista.

    • Veramente non c’è peggior sordo di chi non vuol sentire.
      Ponzio Pilato aveva un ruolo istituzionale per cui, su certe tematiche, doveva prendere posizione; la Consigliera di Parità non si deve occupare di violenza di genere al di fuori dei luoghi di lavoro e nonb mi piace essere trascinata a forza in discussioni che sono finalizzate solo alla polemica.

      • Emilio D'Alessio ha detto:

        Grazie per la risposta. Visto che lei ritiene di non doversi occupare di violenza di genere (!) le faccio una domanda diretta. La sua è comunque una nomina istituzionale. Le istituzioni sono elette dal popolo, quindi anche le nomine di secondo grado, come la sua, devono rendere conto agli elettori. O alla gente, se preferisce.
        Ritiene opportuno che la Commissione Pari Opportunità della Regione Marche abbia finanziato con fondi propri, quindi con denaro pubblico, la statua in questione?

      • Preciso che non sono io a ritenere di non dovermi occupare di determinate cose: è la legge che stabilisce il mio ruolo e di cosa devo occuparmi.
        Allo stesso modo il mio incarico istituzionale non è politico ossia elettivo, le Consigliere di parità vengono nominate in base a specifiche competenze.
        Rispetto all’utilizzo dei fondi a me risulta che buona parte siano arrivati da associazioni e, comunque, la legge istitutiva della commissione di Parità della regione Marche ne stabilisce totale autonomia decisionale ed economica….e non è una legge recente, è così da anni.

  3. Gismondi ha detto:

    Davvero non avrei voluto entrare…ma mia cara Consigliera di Parità ..il copia incolla sulle sue funzioni e sul ruolo che dovrebbe coprire…fanno pensare ad un apparato sordo e distante …Evidentemente non crede opportuno doversi occupare di questo caso..cosi’ di poco conto..che ha portato a 2000firme..ma le risparmio la trasparenza di dire io il motivo per cui non lo fa ..sa Bene che pur dandole del Lei..forse qualcosina lo si Sa ….inoltre starsene arroccate dietro funzioni…e abbarbicate a un ruolo istituzionale…risulta certo per lei il modo migliore di salvare la capra ed i cavoli..pro domo suo..ma non ci si fa una gran bella figura! Non e’ che ci vuol tanto ad esprimere un parere a riguardo..basta guardare con quella sensibilità che lei afferma di avere…

    • forse non mi sono spiegata e mi dispiace.
      Non dico di non avere opinioni ma non ritengo corretto esprimerle per il ruolo tecnico che ricopro.
      Non mi piace essere trascinata per i capelli nelle questioni, questo certamente mi disturba.
      Non misuro ‘importanza delle cose, intervengo sempre e comunque quando è di mia competenza per una persona o per mille.

  4. Emilio D'Alessio ha detto:

    Signora, io mi occupo di un sacco di cose anche se queste non sono il mio compito istituzionale. Può rispondere alla mia domanda per favore? E’ giusto e opportuno spendere denaro pubblico per una statua e con quale criterio è stato scelto il destinatario di questi fondi? Le assicuro che la legge le permette di esprimere un opinione. E non mi costringa a ripetere la simpatica citazione che lei ha fatto su chi è sordo.

  5. Elena Pascolini ha detto:

    Credo che se ritiene di non dover esprimere opinioni si dovrebbe astenere anche da esprimere pareri del tutto opinabili quali la strumentalizzazione a cui fa riferimento e l’eccessivo clamore che a mio parere, visto l’atto stravagante da parte della commissione pari opportunità, potrebbe essere ancora più clamorosamente eccessivo. Le ricordo che la statua è stata posta nella seconda metà di marzo, non mi vorrei sbagliare ma mi sembra il 23, e che la polemica è nata istantanea e conseguente (tra l’altro ad opera del “Movimento se non ora quando” di Cremona). Questa è banalmente la ragione per cui si è protratta anche sotto elezioni. Se il suo ruolo non le permette di esprimere giudizi su Violata credo che non le debba permettere neppure di banalizzare la questione con facili complottismi. Mi spiace, non volevo portare la conversazione su questo piano ma non devo essere io a spiegarle come ci si comporta quando si ha un ruolo istituzionale, compreso il fatto che la commissione di Parità della regione Marche avrà anche autonomia decisionale ed economica, ma non trovo alcun riferimento normativo sul potere di riciclare statue e piazzarle in luogo pubblico a nome di persone vittime di violenza. Le chiedo a questo punto la massima delicatezza e riserbo proprio a nome di quelle persone che non solo non stanno strumentalizzando un bel niente, ma che si sentono giustamente offese per essere state loro stesse strumentalizzate. Sono convinta della sua buona fede e mi spiace davvero tanto per lei che si senta così “pressata” ma in un attimo di quiete si legga per cortesia le molteplici motivazioni poste a corollario delle firme della petizione, faccia un giro sul blog e sul gruppo e poi continui anche a non prendere posizione ma la prego, non dica altre cose che possono risultare oltremodo offensive e anche prive di ogni fondamento. Se decide di tacere e di non prendere posizione lo faccia su tutta la linea, il mio è un sincero consiglio, privo di polemica.
    Cordialmente
    Elena Pascolini

  6. cinzia gismondi ha detto:

    Strumentale significa che si utilizza uno strumento per svolgere una azione , ottenere qualche cosa… ed infatti noi si sta utilizzando lo strumento del confronto e della dialettica insieme a quello della petizione per rimuovere una demoralizzazione della figura femminile e un ulteriore schiaffo che le si è voluto dare .. con l’idea di volerne sostenere una battaglia!!
    Infatti la statua all’inizio non sarebbe dovuta servire per questo..ma riciclata……

  7. Le promotrici della petizione ha detto:

    Invitiamo la Consigliera a rettificare quanto afferma in questo suo commento: “tra l’altro, mi ero offerta di mediare e, per tutta risposta, sono state fatte azioni sui giornali e online.”

    Dal momento che non ci e’ mai arrivata nessuna “offerta di mediazione”, ne’ da parte sua ne’ da parte di altri soggetti istituzionali, ne’ siamo mai state contattate da alcuna delle istituzioni coinvolte, mettere in correlazione le nostre azioni stampa e online a un’ipotetica “mediazione” che, almeno a noi, non e’ mai stata offerta, risulta del tutto fuorviante.

  8. Serena Principi ha detto:

    È già abbastanza sconcertante che una Commissione pari opportunità abbia acquistato una statua che ribadisce un antico quanto notoriamente erroneo e fuorviante assunto per cui le donne che vengono molestate sono giovani, avvenenti, formose –non solo nel senso latino della parola – e che ciò venga poi proclamato come un gesto di denuncia della violenza sulle donne, e di omaggio a coloro che sono state vittime di queste “attenzioni”.
    È già piuttosto scorretto che a seguito di numerose rimostranze da parte della cittadinanza sorte subito dopo l’inaugurazione della statua, a fronte di firme per la sua rimozione che crescono di settimana in settimana, e nonostante richieste e inviti al confronto sulla questione, l’unico risultato ottenuto sia una risposta a un solo senso, come se le promotrici della petizione fossero invisibili e non degne di un dialogo diretto.
    È stato oltremodo assurdo aver buttato la questione sul discorso del gusto personale in fatto d’arte, in quanto sulla qualità artistica dell’opera non sono state mosse critiche da chi si è sentito offeso dal messaggio che questa trasmette. (E comunque, se di gusto si parla, che si acquistino opere d’arte con i propri soldi, e non con quelli pubblici).
    È inoltre del tutto incoerente che proprio una Consigliera, per il suo ruolo, dichiari di non voler prendere posizione: se c’è una Commissione pari opportunità è perché su questo fronte c’è un problema sociale e culturale, per cui è invece necessario prendere posizione in modo deciso e chiaro in certe situazioni.
    Ma quest’ultima inclassificabile affermazione per cui ci si sarebbe offerti di mediare, in un clima di attacco sotto le elezioni, in un eccessivo clamore che avrebbe secondi fini, è veramente la firma ad una lettera di dimissioni da un ruolo pubblico scambiato per gestione all’antica dell’azienda di famiglia, e di cui non si è compresa la natura, la funzione e lo scopo ultimo.
    Dispiace ma è necessario ricordare oltretutto che la rete ricorda ogni parola, e non perdona chi la ignora.

  9. cinzia gismondi ha detto:

    Quello che poi grida alla banalità detta dalla consigliera sta nelle firme alla petizione che sono di organismi pari al suo di comitati e commissioni per le pari opportunità di altre regione e di altri comuni, certamente queti soggetti non hanno alcun interesse a fare complottismi o strumentalizzazioni …. poi per ultimo per aderire alla banalizzazione della questione da parte della Consigliera dico.. chi mal pensa…mal agisce..e su questo non commento!!

    • I Comitati e le Commissioni Pari Opportunità sono organismi politici, le Consigliere di parità sono organismi tecnici del Ministero del Lavoro.

      • cinzia gismondi ha detto:

        Che mi si spieghi questo, conoscendomi personalmente e conoscendo che per almeno 15 anni sono stata Componente la Commissione P.O.con competenza area comunicazione , ho collaborato con e per gli organismi di parità provinciali e regionali, beh mi sa di nascondimento della luna con un dito.
        Prendiamo atto la non volontà di creare disarmonie tra la Consigliera di Parità e la Commissione P.O.
        A proposito la Consigliera di Parità è ancora componente la Commissione P.O della Regione e della Provincia?

      • Cara Cinzia,
        è una delle tante cose che non funzionano…..la Consigliera di Parità Regionale non fa parte della Commissione PO regionale, non è previst dalla legge istitutiva della Commissione.
        Non ho mai partecipato ai lavori della Commissione PO e non ne faccio parte.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...