EDUCARE, FAR CRESCERE

downloaddal latino: [educare] composto di [e] fuori e [duco] condurre. Guidare fuori.

L’educazione non è l’insegnamento che forgia e foggia, di sapore ottocentesco: l’educazione trae dalla persona ciò che ha da sviluppare di autentico, di proprio.

Più propriamente, l’educato è chi conosce il valore delle cose nella propria vita, chi è in grado di esprimersi nel riguardo di questo valore – non secondo leggi esterne imposte, ma secondo leggi morali e culturali che con l’educazione hanno iniziato a respirare scaturendo dal profondo della persona, espressioni del bambino che maturano conoscendo il mondo, espressioni dell’adolescente che inizia a fare i conti con sé stesso e con gli altri, espressioni dell’uomo capace di apprendere ed asserire.

dal latino: [crescere] dalla stessa radice di [creare].

La creatura – ogni creatura – cresce, influenzata da tutto ma indipendentemente. È forse una parola da riscoprire, questo crescere, questa crescita, lontano dalle strane urgenze delle economie nazionali in cui oggi vivacchia: la crescita è moto naturale universale e cifra di ogni vitalità, arco di parabola che sale, che, se pur da sé non è mai infinita, nei migliori casi – come la quercia secolare – cessa solo al cessare della vita. Da sé, dico, perché ciascuno cresce e ciascuno è sempre responsabile del suo diventar più grande, ma crescendo si capisce (se fai un passo indietro per veder più largo) che quel che cresci fa anche crescere altro da te: volontariati, studi sudati, prole, lavoro fervente, ideali, arti varie.

Si cresce da sé ma non si cresce soli, ed è quella la crescita che dura: si parte vagendo e si finisce venerandi, e se per nostra natura siamo gocce nel mare, per il mare è buona cosa esser gocce grandi.

Sono convinta che l’impegno di ogni educatrice/tore sia quello di guidare nella crescita e nello sviluppo con la certezza che l’educando dovrà spiccare il volo, lasciare il nido vuoto e, a questo, le donne sono preparate sapendo che il distacco rappresenterà l’emancipazione.

Questa considerazione è applicabile a tutte le realtà comprese economia e politica.

In economia, pensando ad aziende e a prodotti, si sviluppano strategie di startup e di lancio con specifiche attività di mentoring fino al raggiungimento dell’autonomia economica ed industriale.

Il successo di un mentore si misura ella capacità di autonomia di quanti ha sostenuto in tali processi divenuti capaci di assumere iniziative e decisioni proprie senza dover più ricorrere al sostegno ma riuscendo ad affrontare le difficoltà con consapevolezza.

Nella politica l’autonomia di un paese e della sua classe dirigente la crescita r lo sviluppo si misurano nella capacità di assumere decisioni di valore e di cambiamento che sappiano rispondere alle richieste e necessità del territorio.

Anche in questo caso è necessaria una sana capacità di distacco che, facendo tesoro della storia, sappia guardare avanti ed a nuovi traguardi intravedendo leader sempre nuovi ed efficaci.

Le donne sanno che, ogni qualvolta un figlio non riesce a decidere in autonomia e può farlo solo ricorrendo alla mamma è un cordone ombelicale che non si è reciso, è una sconfitta su cui bisogna intervenire.

Il mentore sa che, ogni qualvolta l’azienda si ferma perché non sa andare avanti da sola malgrado il percorso intrapreso fino a quel momento è un insuccesso e il segnale della necessità di altro lavoro per impedire il fallimento imprenditoriale.

I politici, contemporaneamente presbiti e miopi, che non sono in grado di trovare nuovi leader e indicazioni per il paese sono consapevoli di aver fallito e di doversi fare da parte?

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Informazioni su vice Consigliera di Parità Regione Marche

Paola Petrucci è nata ad Ascoli Piceno il 2 maggio 1962, coniugata con un figlio, è da sempre attiva nel mondo del volontariato, dell'educazione e della promozione sociale. Ha frequentato l'Istituto Tecnico per Geometri ed è stata iscritta all'Albo dei Geometri dal 1981 al 2011 svolgendo, tra l'altro, la libera professione. Pur non essendosi mai iscritta all'Università ha frequentato master sulle tematiche del marketing, dell'innovazione e della gestione d'impresa. Tra il 1981 ed il 1995 ha gestito l'impresa edile di famiglia occupandosi prevalentemente delle relazioni con la committenza, del marketing relazionale e dell'organizzazione generale. Nel 1995 ha iniziato a svolgere l'attività di consulente e formatore delle aree: dinamiche di gruppo, tecniche di organizzazione, creazione d'impresa, motivazioni imprenditoriali anche in ottica di genere, tecniche di autoimprenditorialità, marketing di se' e bilanciamento delle competenze partecipando a numerosi progetti sia per Enti Privati che per Enti Pubblici. Tra il 1995 ed il 2008 è stata amministratrice e responsabile di progetto della società Sorelle Petrucci snc con la quale erogava servizi a favore di Enti Pubblici e Privati per il sostegno delle attività imprenditoriali, unitamente alle sorelle. Tra il 1989 ed il 1997 ha ricoperto diversi ruoli istituzionali in seno a Confindustria sia per la Provincia di Ascoli Piceno (Presidente dei Giovani Imprenditori e vice Presidente della stessa Confindustria Provinciale) che a livello regionale quale vice Presidente regionale dei Giovani Imprenditori delle Marche oltre a ruoli tecnici e di supporto in Commissioni Nazionali in seno ai Giovani Imprenditori di Confindustria. Dal 1996 è componente della Commissione per le Pari Opportunità della Provincia di Ascoli Piceno dove ha svolto il ruolo di vice Presidente e di coordinatrice dei gruppi di lavoro sulle tematiche inerenti l'impresa, il lavoro e la formazione. Dal 2001 ricopre il ruolo tecnico di Consigliera di Parità per la Provincia di Ascoli Piceno e, dal 2011, quello Consigliera di Parità per la Regione Marche. Nel 2014/2016 ha partecipato al gruppo di coordinamento nazionale degli Stati Generali delle donne come responsabile dei percorsi sul passaggio generazionale e degli Stati generali delle donne delle Marche. Ha collaborato alla redazione di diverse pubblicazioni e, ad ottobre 2015, ha pubblicato un breve saggio dal titolo Chi ha paura del gender? Dal 2016 è la Leader della Rete al femminile di Ascoli Piceno.
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2 risposte a EDUCARE, FAR CRESCERE

  1. giulia ha detto:

    Complimenti per il bellissimo articolo che condivido in pieno in questa nostra fase di vita politica.
    Purtroppo ho il timore che non sia solo un problema educativo, ma che ci siano interessi economici e di potere che sfuggono alla nostra comprensione di meri spettatori. Non c’è solo ansia da separazione ma anche un ancoramento negativo a una strutturazione malata di un sistema che va riorganizzato ma non stravolto. La nostra Costituzione ci dovrebbe guidare, massima autorità educativa. Speriamo che non venga fatta a pezzi, come ormai si paventa.

    • cara Giulia,
      hai perfettamente ragione ma ritengo che educare sia anche preparare a capire e sciogliere determinati nodi.
      I fatti di questi giorni, purtroppo, mi portano a pensare che manchi la volontà del cambiamento (e purtroppo da tutte le parti), si un cambiamento reale che possa portare beneficio a tutti mentre ora a beneficiare sono i soliti noti…..

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