Abbiamo la memoria corta!

Tempo fa ho sentito in radio un’interessante lettura dei difetti italiani, non mi ricordo fatta da chi ma emergeva una riflessione che mi è piaciuta molto.

In Italia abbiamo la memoria corta, abbiamo un grandissimo passato e su quello ci siamo adagiati senza valorizzarlo e dando per scontate troppe cose.

Di contro l’approccio di altri, come gli Stati Uniti, che di storia ne hanno molto meno di noi è quello di ricordare continuamente quello che sono stati e quello che sono sbandierandolo ai quattro venti e, soprattutto, facendone tesoro per partire dalle radici e farle fruttificare.

Questa riflessione mi torna spesso in mente quando sono chiamata ad analizzare le situazioni di discriminazioni contingenti ed inevitabilmente riscontro un maschilismo di ritorno nelle giovani generazioni, soprattutto in quelle femminili.

Ritengo che una gran parte di colpe le abbia la mia generazione e quella immediatamente prima della mia, insomma coloro che oggi, tra i 50 ed i 60 anni, hanno cresciuto i giovani di oggi e sono l’ossatura di questa società piena di disvalori.

Abbiamo dato troppo per scontato le conquiste ottenute da altre e che ci sono scivolate addosso senza che ne comprendessimo la valenza e, soprattutto, senza metterle a frutto facendole evolvere in modo costruttivo.

Nel 1996, quando sono stata nominata nella Commissione Pari Opportunità per la Provincia di Ascoli Piceno ho imparato che Pari Opportunità vuol dire valorizzare le differenze ed ho iniziato a lavorare per questo.

Il vero problema, in tema di parità, è la considerazione di se e degli altri che viene costruita nel tempo sulla base di precomprensioni e portano a ritenere l’uno predominante sull’altro. in questo modo non valorizziamo le differenze, le rendiamo ostacoli insormontabili.

Parità non vuol dire fare necessariamente le stesse cose ma essere in condizioni di poterle fare che è ben diverso perché la parità è una prospettiva di azione e di sviluppo e non un semplice dato di fatto soprattutto quando siamo meravigliosamente diversi.

Se noi impariamo a lavorare alla valorizzazione delle differenze, fin da bambini, trasmettendo la consapevolezza di avere uguali diritti e doveri e di essere individui unici possiamo realmente realizzare una parità basata sul rispetto delle personalità reciproche.

La sana competizione si basa sul rispetto delle differenze e delle capacità di ciascuno, non cadiamo nell’errore di creare competizione la dove le differenze oggettive esistono ed è giusto che ci siano.

Parità non è omologazione ma valorizzazione delle differenze ripercorrendo le nostre radici e valorizzando in nostro essere soggetti unici ed irripetibili che si apprezzano gli uni e gli altri per un’armonica e sana coopetizione!

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Informazioni su vice Consigliera di Parità Regione Marche

Paola Petrucci è nata ad Ascoli Piceno il 2 maggio 1962, coniugata con un figlio, è da sempre attiva nel mondo del volontariato, dell'educazione e della promozione sociale. Ha frequentato l'Istituto Tecnico per Geometri ed è stata iscritta all'Albo dei Geometri dal 1981 al 2011 svolgendo, tra l'altro, la libera professione. Pur non essendosi mai iscritta all'Università ha frequentato master sulle tematiche del marketing, dell'innovazione e della gestione d'impresa. Tra il 1981 ed il 1995 ha gestito l'impresa edile di famiglia occupandosi prevalentemente delle relazioni con la committenza, del marketing relazionale e dell'organizzazione generale. Nel 1995 ha iniziato a svolgere l'attività di consulente e formatore delle aree: dinamiche di gruppo, tecniche di organizzazione, creazione d'impresa, motivazioni imprenditoriali anche in ottica di genere, tecniche di autoimprenditorialità, marketing di se' e bilanciamento delle competenze partecipando a numerosi progetti sia per Enti Privati che per Enti Pubblici. Tra il 1995 ed il 2008 è stata amministratrice e responsabile di progetto della società Sorelle Petrucci snc con la quale erogava servizi a favore di Enti Pubblici e Privati per il sostegno delle attività imprenditoriali, unitamente alle sorelle. Tra il 1989 ed il 1997 ha ricoperto diversi ruoli istituzionali in seno a Confindustria sia per la Provincia di Ascoli Piceno (Presidente dei Giovani Imprenditori e vice Presidente della stessa Confindustria Provinciale) che a livello regionale quale vice Presidente regionale dei Giovani Imprenditori delle Marche oltre a ruoli tecnici e di supporto in Commissioni Nazionali in seno ai Giovani Imprenditori di Confindustria. Dal 1996 è componente della Commissione per le Pari Opportunità della Provincia di Ascoli Piceno dove ha svolto il ruolo di vice Presidente e di coordinatrice dei gruppi di lavoro sulle tematiche inerenti l'impresa, il lavoro e la formazione. Dal 2001 ricopre il ruolo tecnico di Consigliera di Parità per la Provincia di Ascoli Piceno e, dal 2011, quello Consigliera di Parità per la Regione Marche. Nel 2014/2016 ha partecipato al gruppo di coordinamento nazionale degli Stati Generali delle donne come responsabile dei percorsi sul passaggio generazionale e degli Stati generali delle donne delle Marche. Ha collaborato alla redazione di diverse pubblicazioni e, ad ottobre 2015, ha pubblicato un breve saggio dal titolo Chi ha paura del gender? Dal 2016 è la Leader della Rete al femminile di Ascoli Piceno.
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