Parlamento, sostantivo maschile

Ieri, mercoledì 17 ottobre, ho seguito in TV alcuni lavori del Parlamento, prima il Question Time e poi le dichiarazioni di voto al Senato sulla fiducia posta dalla Ministra Severino sul Decreto anti corruzione.

Alla Camera erano presenti, per rispondere ai quesiti, sia la Ministra Elsa Fornero che la Ministra Paola Severino a cui tutti i Deputati interroganti si sono costantemente rivolti usando con l’appellativo Signor Ministro. Mi ha dato fastidio, quel maschile strideva non poco, ma poiché i quesiti venivano letti e seguono una procedura standar (e antica) ho voluto pensare che dipendesse da questo.

Quanto lavoro c’è da fare nelle Pubbliche Amministrazioni e non solo in termini di linguaggio di genere……

La situazione al Senato era questa: allo scranno della presidenza era seduta la Senatrice Emma Bonino (a causa di un impedimento del President del Senato Schifano) ed era presente la Ministra Paola Severino che aveva posto la fiducia sul provvedimento.

Con tutto il formalismo del caso si aprono i lavori con le dichiarazioni di voto e i termini usati sono Signor Presidente (rivolgendosi ad Emma Bonino), Uomini del Governo a cui ha seguito l’apprezzamento, sempre rivolto al Governo, di essersi dimostrati veri uomini politici, più volte Signor Ministro Severino e ancora Signori del Governo (e qui qualcuno ha fatto notare che c’erano anche donne).

Ogni volta che sentivo usare questa terminologia al maschile mi veniva l’istinto di correggere perché ho oggettivamente sofferto nel sentire quest’uso della lingua italiana.

Mi sono domandata, e mi domando ancora, se sono diventata polemica io insofferente (può sempre succedere con l’età…) perché proprio non riesco a digerire queste macroscopiche dissonanze linguistiche.

Le Ministre non hanno posto obiezioni e neanche la Senatrice Emma Bonino che fungeva da Presidente del Senato, la Senatrice Anna Finocchiaro, che ha preso la parola, ha utilizzato un linguaggio neutro…..

Tutto questo, devo ammetterlo, mi preoccupa perché, come dice Nanni Moretti, chi parla male pensa male…….

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Informazioni su vice Consigliera di Parità Regione Marche

Paola Petrucci è nata ad Ascoli Piceno il 2 maggio 1962, coniugata con un figlio, è da sempre attiva nel mondo del volontariato, dell'educazione e della promozione sociale. Ha frequentato l'Istituto Tecnico per Geometri ed è stata iscritta all'Albo dei Geometri dal 1981 al 2011 svolgendo, tra l'altro, la libera professione. Pur non essendosi mai iscritta all'Università ha frequentato master sulle tematiche del marketing, dell'innovazione e della gestione d'impresa. Tra il 1981 ed il 1995 ha gestito l'impresa edile di famiglia occupandosi prevalentemente delle relazioni con la committenza, del marketing relazionale e dell'organizzazione generale. Nel 1995 ha iniziato a svolgere l'attività di consulente e formatore delle aree: dinamiche di gruppo, tecniche di organizzazione, creazione d'impresa, motivazioni imprenditoriali anche in ottica di genere, tecniche di autoimprenditorialità, marketing di se' e bilanciamento delle competenze partecipando a numerosi progetti sia per Enti Privati che per Enti Pubblici. Tra il 1995 ed il 2008 è stata amministratrice e responsabile di progetto della società Sorelle Petrucci snc con la quale erogava servizi a favore di Enti Pubblici e Privati per il sostegno delle attività imprenditoriali, unitamente alle sorelle. Tra il 1989 ed il 1997 ha ricoperto diversi ruoli istituzionali in seno a Confindustria sia per la Provincia di Ascoli Piceno (Presidente dei Giovani Imprenditori e vice Presidente della stessa Confindustria Provinciale) che a livello regionale quale vice Presidente regionale dei Giovani Imprenditori delle Marche oltre a ruoli tecnici e di supporto in Commissioni Nazionali in seno ai Giovani Imprenditori di Confindustria. Dal 1996 è componente della Commissione per le Pari Opportunità della Provincia di Ascoli Piceno dove ha svolto il ruolo di vice Presidente e di coordinatrice dei gruppi di lavoro sulle tematiche inerenti l'impresa, il lavoro e la formazione. Dal 2001 ricopre il ruolo tecnico di Consigliera di Parità per la Provincia di Ascoli Piceno e, dal 2011, quello Consigliera di Parità per la Regione Marche. Nel 2014/2016 ha partecipato al gruppo di coordinamento nazionale degli Stati Generali delle donne come responsabile dei percorsi sul passaggio generazionale e degli Stati generali delle donne delle Marche. Ha collaborato alla redazione di diverse pubblicazioni e, ad ottobre 2015, ha pubblicato un breve saggio dal titolo Chi ha paura del gender? Dal 2016 è la Leader della Rete al femminile di Ascoli Piceno.
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2 risposte a Parlamento, sostantivo maschile

  1. È davvero un assurdo che in una lingua italiana dove ci sono (da secoli) i femminili di tanti “titoli” si debba essere così stupidamente “politicamente corretti” e scorretti nello stesso tempo! 🙂
    C’è l’Avvocato e c’è l’Avvocata (Salve Regina, insegna) . . . una volta si sono presentati qua dei carabinieri (mio Figlio aveva velleità di entrare nell’esercito), due uomini e una donna, maresciallo . . . certo chiamarla “marescialla” avrebbe portato alla mente la Lollobrigida di “Pane amore e fantasia”, ma sarebbe stato il suo titolo, invece, i colleghi, riferendosi a lei, continuavano a dire “il maresciallo”, mi pareva una comica!:-)

    Ciao, Fior [a cui piace dire la sua su tutto 😉 ]

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