Due pesi e due misure

Non voglio assolutamente giustificare l’utilizzo di sostanze dopanti da parte degli atleti o la speculazione con scommesse e quanto altro sugli eventi sportivi.

È giustissimo dare risalto ad eventi scorretti da parte di atleti che usano sostanze vietate o che si vendono incontri sportivi e risultati.

Bisogna assolutamente condannare l’illecito e l’inganno.

Mi domando, però, perché non riusciamo a fare lo stesso nella vita di tutti i giorni….

Un dipendente che utilizza per scopi personali tempo e risorse del lavoro compie un illecito ed inganna la società.

Un politico che impegna risorse per gl’interessi di pochi compie un illecito ed inganna la società.

Chi evade il fisco, anche se per pochi spiccioli, compie un illecito ed inganna la società.

Chi non svolge bene il proprio lavoro compie un illecito ed inganna la società.

Chi volge lo sguardo da un’altra parte invece di controllare ciò che accade compie un illecito ed inganna la società.

Chi non denuncia si rende complice dei fatti a cui assiste, compie un illecito ed inganna la società.

Il bambino che prende qualcosa, sia pure una caramella, che non gli appartiene compie un illecito ed inganna la società.

È troppo facile prendere posizione rispetto a “macro eventi” quando l’illecito è evidente e in ballo ci sono grandi somme e interessi riconosciuti da molti.

Quello che dobbiamo imparare a fare è recuperare la lucidità rispetto al contingente, alla vita di tutti i giorni con la determinazione di una goccia che lentamente può scalfire una montagna.

L’accondiscendenza di tutti i giorni rispetto alle tante piccole/grandi ingiustizie a cui assistiamo ogni giorno giustifica le coscienze malate di coloro che le compiono.

Un bambino che impara, dai gesti e dai sorrisi di quanti lo circondano, che ad essere furbi si è simpatici ed apprezzati imbocca una strada tristemente senza ritorno.

Da grande sarà un ragazzo senza scrupoli e poi un uomo che fa della furbizia la propria arma di seduzione e di successo.

In questo modo la società sarà costituita de egoisti egocentrici che pensano esclusivamente al loro personale tornaconto.

Ma se per società s’intende l’istituzione garantisce gli interessi generali e la reciproca coesione allora dobbiamo cambiare rotta, modificare il nostro modo di porci.

Dobbiamo guardare tutti i fatti, grandi e piccoli, che ci circondano con gli stessi occhi imparando a distinguere le cose giuste da quelle sbagliate.

Dobbiamo imparare a guardare all’interesse comune così come a quello individuale ed imparare a non avere più due pesi e due misure!

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Informazioni su vice Consigliera di Parità Regione Marche

Paola Petrucci è nata ad Ascoli Piceno il 2 maggio 1962, coniugata con un figlio, è da sempre attiva nel mondo del volontariato, dell'educazione e della promozione sociale. Ha frequentato l'Istituto Tecnico per Geometri ed è stata iscritta all'Albo dei Geometri dal 1981 al 2011 svolgendo, tra l'altro, la libera professione. Pur non essendosi mai iscritta all'Università ha frequentato master sulle tematiche del marketing, dell'innovazione e della gestione d'impresa. Tra il 1981 ed il 1995 ha gestito l'impresa edile di famiglia occupandosi prevalentemente delle relazioni con la committenza, del marketing relazionale e dell'organizzazione generale. Nel 1995 ha iniziato a svolgere l'attività di consulente e formatore delle aree: dinamiche di gruppo, tecniche di organizzazione, creazione d'impresa, motivazioni imprenditoriali anche in ottica di genere, tecniche di autoimprenditorialità, marketing di se' e bilanciamento delle competenze partecipando a numerosi progetti sia per Enti Privati che per Enti Pubblici. Tra il 1995 ed il 2008 è stata amministratrice e responsabile di progetto della società Sorelle Petrucci snc con la quale erogava servizi a favore di Enti Pubblici e Privati per il sostegno delle attività imprenditoriali, unitamente alle sorelle. Tra il 1989 ed il 1997 ha ricoperto diversi ruoli istituzionali in seno a Confindustria sia per la Provincia di Ascoli Piceno (Presidente dei Giovani Imprenditori e vice Presidente della stessa Confindustria Provinciale) che a livello regionale quale vice Presidente regionale dei Giovani Imprenditori delle Marche oltre a ruoli tecnici e di supporto in Commissioni Nazionali in seno ai Giovani Imprenditori di Confindustria. Dal 1996 è componente della Commissione per le Pari Opportunità della Provincia di Ascoli Piceno dove ha svolto il ruolo di vice Presidente e di coordinatrice dei gruppi di lavoro sulle tematiche inerenti l'impresa, il lavoro e la formazione. Dal 2001 ricopre il ruolo tecnico di Consigliera di Parità per la Provincia di Ascoli Piceno e, dal 2011, quello Consigliera di Parità per la Regione Marche. Nel 2014/2016 ha partecipato al gruppo di coordinamento nazionale degli Stati Generali delle donne come responsabile dei percorsi sul passaggio generazionale e degli Stati generali delle donne delle Marche. Ha collaborato alla redazione di diverse pubblicazioni e, ad ottobre 2015, ha pubblicato un breve saggio dal titolo Chi ha paura del gender? Dal 2016 è la Leader della Rete al femminile di Ascoli Piceno.
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