IL FUTURO DELL’ITALIA

Lettera aperta della Rete delle Consigliere di Parità delle Marche

Ai Politici

Alle Parti Sociali

Alla società civile

Assistiamo sempre più spesso a segnali contrastanti, ambigui e diametralmente opposti circa temi fondamentali per la costruzione delle certezze per il presente ed il futuro del nostro paese.

Ci è stato insegnato che il presente è un dono che riceviamo sulla base di quanto e come abbiamo agito; il futuro, però, è già domani e dipende da come sappiamo far fruttare il dono del presente.

Proviamo a riflettere sul futuro e sulle prospettive per le quali dobbiamo adoperarci non solo come cittadine ma anche nel nostro ruolo istituzionale di Consigliere di Parità, chiamate a collaborare, unitamente alle altre istituzioni preposte in tal senso, al contrasto e rimozione di ogni forma di discriminazioni di genere sul lavoro e alla promozione di politiche di parità.

Affrontare il tema dei diritti delle donne, in particolare all’interno del mercato del lavoro significa, prima di tutto, concentrarsi su due aspetti fondamentali: la maternità e il sostegno alla famiglia, quali occasioni imprescindibili di crescita, sviluppo e consolidamento della società.

Il lavoro, com’è noto, contribuisce ad arrecare benessere nella nostra società. Non si può quindi eludere, in questo senso, che il lavoro delle donne contribuisce ancor più a questo benessere, ma deve essere supportato da servizi reali a sostegno delle famiglie e della maternità, con la consapevolezza che la nascita di un figlio rappresenta un valore aggiunto unico, irripetibile e irrinunciabile per la società: il vero investimento per il futuro.

Mettere al mondo un figlio, quindi, è un investimento sociale (oltre che affettivo), per il quale devono essere messe in campo strategie e tutele tali da consentire la massima redditività (in termini affettivi, sociali e perché no anche economici) di tale investimento.

La Legge 53 dell’8 marzo 2000, infatti, è volta a tutelare i genitori, lavoratori e non, in un’ottica di salvaguardia e tutela del nascituro ed i costi sono a carico dello stato.

Nel contempo si assiste ad una rinnovata convinzione che interpreta la maternità e la nascita di un figlio come eventi naturali cercando di deospedalizzarli (le Marche sono tra le poche Regioni che consentono il parto a casa grazie alla Legge Regionale n. 22 del 27 Luglio 1998).

Il pacchetto lavoro, al vaglio del Parlamento in questi giorni, prevede un congedo obbligatorio per il padre al momento della nascita del figlio che, in modo simbolico, si va ad aggiungere al congedo della madre, con la convinzione che in tal modo si contribuisce a modificare una specifica cultura che vede ancora troppe donne dedicate esclusivamente alla cura dei figli e della famiglia.

Di contro a queste indicazioni del governo, che investono sul futuro e sulla risorsa strategica delle nuove generazioni, si riscontrano segnali preoccupanti che vanno in direzioni diametralmente e pericolosamente opposte.

Nel dicembre 2010 la contrattazione della FIAT esclude dal Premio Straordinario 2012 tutti coloro che usufruiscono di congedi per maternità o per la cura dei familiari (Legge 104/92).

A febbraio 2012 viene segnalato che, nei contratti dei giornalisti precari della RAI, la gravidanza può divenire motivo di licenziamento.

Il 12 giugno u.s. è stato sottoscritto un accordo da Poste Italiane e alcune sigle sindacali nel quale vengono esclusi dal Bonus Presenza coloro che usufruiscono di congedi per maternità o per la cura dei familiari (Legge 104/92) oltre chi si ammala o ha un infortunio.

Non solo, quindi, vengono lesi i diritti sanciti dalla legge 53 dell’8 marzo 2000, ma si equipara la maternità alla malattia. Appare ovvio, però, – se si vuole mantenere questo approccio – che se la maternità è equiparata alla malattia la retribuzione e i servizi in tale periodo sarebbero diversi.

Le Consigliere di Parità delle Marche non possono/vogliono rimanere in silenzio davanti a questo proliferare di contraddizioni e ingiustizie, che vanno a ledere il nostro futuro e le speranze delle nuove generazioni.

Dobbiamo agire una riflessione seria sulle aspettative dell’Italia e della sua popolazione che ha diritto a credere in un futuro ed a lavorare per costruirlo.

Chiediamo ai politici, alle parti sociali e alla società civile di partecipare insieme a noi a questa riflessione e decidere insieme quale strada vogliamo percorrere per costruire il futuro dell’Italia.

Le Consigliere di Parità delle Marche credono fortemente nella valorizzazione delle differenze di genere e nell’abbattimento degli stereotipi, e non solo di quelli di genere, per una maggiore partecipazione attiva delle donne nel mondo del lavoro e nei luoghi in cui si decide.

Chiediamo un’intensificazione delle tutele della maternità e della rete dei servizi per la conciliazione dei tempi di vita e di lavoro, nell’interesse di tutta la società, perché sosteniamo che i figli sono un bene comune, sono il nostro futuro e la nostra ricchezza nei quali occorre investire tutte insieme, donne e uomini.

Chiediamo un ravvedimento delle parti che hanno sottoscritto l’accordo del 12 giugno u.s. con Poste Italiane, allo scopo di una rimodulazione dello stesso con conseguente rimozione della discriminazione attuata che equipara la maternità ad una malattia.

Rimaniamo vigili ed invitiamo a segnalare ai nostri uffici eventuali discriminazioni di genere sul lavoro.

Rete delle Consigliere di Parità delle Marche

Paola Petrucci, Consigliera di Parità effettiva per la Regione Marche

Rosanna Nichilo, Consigliera di Parità supplente per la Regione Marche

Pina Ferraro, Consigliera di Parità effettiva per la Provincia di Ancona

Paola Petrucci, Consigliera di Parità effettiva per la Provincia di Ascoli Piceno

Paola Casciati, Consigliera di Parità supplente per la Provincia di Ascoli Piceno e di Fermo

Barbara Ermini, Consigliera di Parità effettiva per la Provincia di Fermo

Anna Corignali, Consigliera di Parità effettiva per la Provincia di Macerata

Maria Luisa Carobbio,  Consigliera di Parità effettiva per la Provincia di Pesaro-Urbino

22 giugno 2012, Il futuro dell’Italia

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Informazioni su vice Consigliera di Parità Regione Marche

Paola Petrucci è nata ad Ascoli Piceno il 2 maggio 1962, coniugata con un figlio, è da sempre attiva nel mondo del volontariato, dell'educazione e della promozione sociale. Ha frequentato l'Istituto Tecnico per Geometri ed è stata iscritta all'Albo dei Geometri dal 1981 al 2011 svolgendo, tra l'altro, la libera professione. Pur non essendosi mai iscritta all'Università ha frequentato master sulle tematiche del marketing, dell'innovazione e della gestione d'impresa. Tra il 1981 ed il 1995 ha gestito l'impresa edile di famiglia occupandosi prevalentemente delle relazioni con la committenza, del marketing relazionale e dell'organizzazione generale. Nel 1995 ha iniziato a svolgere l'attività di consulente e formatore delle aree: dinamiche di gruppo, tecniche di organizzazione, creazione d'impresa, motivazioni imprenditoriali anche in ottica di genere, tecniche di autoimprenditorialità, marketing di se' e bilanciamento delle competenze partecipando a numerosi progetti sia per Enti Privati che per Enti Pubblici. Tra il 1995 ed il 2008 è stata amministratrice e responsabile di progetto della società Sorelle Petrucci snc con la quale erogava servizi a favore di Enti Pubblici e Privati per il sostegno delle attività imprenditoriali, unitamente alle sorelle. Tra il 1989 ed il 1997 ha ricoperto diversi ruoli istituzionali in seno a Confindustria sia per la Provincia di Ascoli Piceno (Presidente dei Giovani Imprenditori e vice Presidente della stessa Confindustria Provinciale) che a livello regionale quale vice Presidente regionale dei Giovani Imprenditori delle Marche oltre a ruoli tecnici e di supporto in Commissioni Nazionali in seno ai Giovani Imprenditori di Confindustria. Dal 1996 è componente della Commissione per le Pari Opportunità della Provincia di Ascoli Piceno dove ha svolto il ruolo di vice Presidente e di coordinatrice dei gruppi di lavoro sulle tematiche inerenti l'impresa, il lavoro e la formazione. Dal 2001 ricopre il ruolo tecnico di Consigliera di Parità per la Provincia di Ascoli Piceno e, dal 2011, quello Consigliera di Parità per la Regione Marche. Nel 2014/2016 ha partecipato al gruppo di coordinamento nazionale degli Stati Generali delle donne come responsabile dei percorsi sul passaggio generazionale e degli Stati generali delle donne delle Marche. Ha collaborato alla redazione di diverse pubblicazioni e, ad ottobre 2015, ha pubblicato un breve saggio dal titolo Chi ha paura del gender? Dal 2016 è la Leader della Rete al femminile di Ascoli Piceno.
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