Dall’avvio della rete antiviolenza al progetto Wosafejus. Quale ruolo per il Centro Antiviolenza e quale per le istituzioni locali.

(Intervento tavola rotonda progetto WOSAFEJUS – 15 dicembre 2011 – Bologna)

Pina Ferraro – Responsabile Rete Antiviolenza del Distretto Socio Sanitario D16 Catania.

Nell’aprile del 2001, in fase di conclusione ricerca intervento pilota “Rete Antiviolenza tra  le città Urban d’Italia”, si costituisce l’Associazione Thamaia Onlus a Catania che ha posto, come obiettivo fondante la propria mission, la lotta contro ogni forma di violenza esercitata nei confronti delle donne, in linea con la dichiarazione dell’ONU sulla eliminazione della violenza contro le donne del 1993.

La ricerca ha reso evidente la mancanza di servizi specializzati sulla violenza contro le donne: di fatto non era presente nel territorio un centro antiviolenza. Mancanza avvertita sia dagli operatori e dalle operatrici dei servizi, sia dalle donne intervistate durante la ricerca.

L’Associazione Thamaia, pertanto, in risposta a tale esigenza, si pone un importante obiettivo: l’apertura di un “Centro Antiviolenza per donne che hanno subito o subiscono violenza di genere”, articolato in due distinte e importanti fasi: 1) l’attivazione del Centro ascolto telefonico “Telefono Donna”, 2) L’apertura del Centro Antiviolenza.

Nel realizzare tale obiettivo, è stata posta particolare cura nella costruzione e nella costruzione e nel mantenimento di relazioni significative con gli operatori e le operatrici territoriali, coinvolti nel percorso di strutturazione della rete antiviolenza prevista dalla ricerca intervento.

Sarà il progetto “Costruire Insieme: creare servizi ed una rete di protezione per le donne ed i minori del distretto Socio Sanitario D16”, avviato nel mese di settembre del 2004 e concluso nel mese di dicembre del 2007, che sancirà l’avvio della rete antiviolenza, con il quale si è inteso promuovere la cultura di rete locale tra i servizi, come metodologia di intervento sui temi della violenza verso le donne.

Nello stesso periodo viene avviato un ulteriore progetto triennale  “Uscire dalla violenza: itinerari dall’accoglienza all’autonomia per donne vittime di violenza a Palermo – Agrigento – Catania”, gestito dall’Associazione Le Onde Onlus di Palermo, in partenariato attivo con l’Associazione Thamaia Onlus.

Ed è questo finanziamento che permetterà l’apertura della casa rifugio ad indirizzo segreto.

I due progetti, interconnessi tra loro, hanno previsto la ristrutturazione della rete antiviolenza del distretto Socio Sanitario D16, attraverso la formazione dei referenti istituzionali degli enti coinvolti, e attraverso questi, la condivisione delle azioni, la costruzione di un linguaggio comune, la formulazione e calendarizzazione di attività di sensibilizzazione e formazione ad altri operatori e operatrici del territorio, la costruzione di un protocollo di intesa sulle modalità di lavoro futuro, sottoscritto nel mese di gennaio 2008, immediatamente dopo la naturale scadenza del progetto.

Per raggiungere gli obiettivi prefissati è stata determinante l’accurata costruzione di una relazione significativa con i servizi, non solamente formale ma, soprattutto, informale che ha permesso agli attori coinvolti, di conoscersi meglio e di apprezzarne le diversità e le convergenze metodologiche.

Il numero rilevante di partner ha comportato, inoltre, una fitta attività di incontri, prima con i dirigenti di tali Enti e, successivamente, con i relativi referenti istituzionali.

Il coinvolgimento degli Enti era diretto, in linea generale, nella partecipazione alle varie attività di sensibilizzazione e formazione, pensate per un numero via via crescente di operatori e operatrici dei singoli servizi, al fine di creare un linguaggio condiviso ed una formazione specifica sul fenomeno della violenza contro le donne e le sue conseguenze sociali, sanitarie, economiche e giudiziarie; contribuire alla diffusione delle attività del progetto; consentire la partecipazione dei referenti istituzionali alle riunioni di rete e ai vari seminari e, infine, impegnarsi alla sottoscrizione di un protocollo di intesa per le attività future, una volta conclusa l’attività finanziata con i fondi APQ.

Nell’arco dei tre anni gli incontri con gli operatori e operatrici territoriali, sono stati di volta in volta adattati in base alle esigenze che emergevano dall’interazione con questi e, nell’ultimo periodo, venivano programmate riunioni diversificate rispetto agli obiettivi da realizzare.

Nel complesso l’attività realizzata con i due progetti ha prodotto, nonostante i vari intoppi istituzionali, un soddisfacente livello di radicamento sul territorio della rete antiviolenza.

Nel mese di gennaio 2008, a chiusura dei due progetti, viene sottoscritto il protocollo di intesa per il supporto alle azioni future, pensato, implementato e costruito insieme a tutti gli operatori e le operatrici che hanno partecipato alle varie azioni formative e informative appositamente realizzate.

Il Centro Antiviolenza, in quel periodo, sembra aver raggiunto un notevole radicamento nel territorio, anche attraverso la condivisione di svariati percorsi di fuori uscita dalla violenza con gli enti territoriali, in cui erano coinvolti donne e minori ospiti della casa rifugio.

E’ la sperimentazione della Casa rifugio ad indirizzo segreto, infatti, che ha reso particolarmente visibile la necessità di utilizzare come modello di intervento l’approccio di rete, con tutte le difficoltà nel rapporto con gli enti territoriali.

Questi ultimi, dal canto loro, hanno potuto “sentire sulla propria pelle”, come tale modello di intervento, non solo consentiva la buona riuscita dei percorso di fuori uscita delle vittime della violenza ma, ancor più notevole, hanno sperimentato la sensazione di non sentirsi soli e di poter condividere responsabilità e peso emozionale con altri operatori/trici.

Inoltre, la donna, e i figli coinvolti, in questo contesto, hanno potuto contare su vari servizi che, utilizzando un linguaggio comune, hanno saputo fornire il supporto necessario e adeguato alla propria specifica richiesta di aiuto, nonché “sentire su di sé” il sostegno concreto.

Solo la chiara definizione dei diversi ruoli e contesti istituzionali di riferimento, agevola una presa in carico condivisa da parte dei soggetti coinvolti nel percorso di accompagnamento alla fuori uscita dalla violenza, che vede protagoniste non solo le donne vittime ma, spesso, anche i figli minori che, inevitabilmente divengono vittime di violenza assistita.

Inoltre, in tal modo si rende concreta la rete di protezione e di supporto alla fuoriuscita dalla violenza delle donne che ne sono vittime.

In questa situazione, la donna riesce a trovare la forza necessaria per chiedere aiuto, sentendosi protetta dalle istituzioni e dai servizi coinvolti, riducendo vistosamente la sensazione di solitudine e di insicurezza che le investe e che impedisce loro, molto spesso, di chiedere aiuto.

Il percorso realizzato nella costruzione della rete antiviolenza di Catania, attraverso i tre anni del progetto finanziato con i fondi APQ, ha permesso a tutti/e la possibilità di sperimentarsi e di scontrarsi più volte.

Siglare un protocollo di intesa, magari copiato da un’altra realtà in cui ha prodotto risultati importanti, può comportare sottoscrivere un accordo debole che, alla prima difficoltà di ordine organizzativo o burocratico, crolla inesorabilmente.

La messa in campo di un approccio di rete, è un’attività che va posta in essere utilizzando una specifica metodologia e, soprattutto, quello che è importante è che in ogni nodo di rete, deve esserci la volontà di avviare un percorso condiviso e, quindi, di voler stare all’interno di tale percorso, non solamente perché lo impone l’Ente a cui si appartiene o perché fa “moda” occuparsi di violenza o, ancora, perché lo “impone” quel determinato progetto a cui si sta partecipando.

In tutto ciò è importante che l’Ente, nella sua dimensione organizzativa e amministrativa, sappia sviluppare azioni, anche normative, che possano essere di supporto al lavoro di rete, permettendo ai propri dipendenti di attivarli, anche attraverso la partecipazione agli eventi formativi e alle giornate di sensibilizzazione.

Questo è ciò su cui, rispetto all’esperienza di Catania, si è cercato e si cerca sistematicamente di lavorare, senza trovare, a volte, supporto dagli Enti Locali.

Nonostante le numerose azioni concrete e i traguardi condivisi raggiunti, una volta concluso il triennio, il Centro Antiviolenza ha subito un crescente abbandono da parte degli enti locali e istituzionali.

La rete ha fatto fatica a mantenersi in vita; solo la forza e la determinazione di alcuni/e operatori e operatrici, ha consentito di andare avanti, anche se in qualche periodo ha vissuto momenti di atroce agonia.

Ad un certo punto, però, a livello nazionale succede qualcosa.

Il Consiglio Superiore della Magistratura, su sollecitazione del gruppo delle avvocate dell’associazione nazionale D.I.re. contro la violenza (associazione che raggruppa i centri antiviolenza italiani), elabora una circolare esplicativa che, tra le altre importanti informazioni in essa contenute, riporta delle proposte operative per avviare iniziative di formazione e aggiornamento professionale degli operatori di polizia e di giustizia; momenti di confronto sulle prassi operative; coordinamento tra procure e forze dell’ordine e centri antiviolenza, ecc.

Il dossier conferma che, a fronte di un numero sempre elevato di violenze contro le donne, il numero delle denunce presentate è nettamente inferiore rispetto alla realtà del fenomeno (come già rilevato dall’Istat) e che, anche quando le donne riescono a trovare la forza di denunciare le violenze subite, questi non trovano in tutti i soggetti istituzionali coinvolti, la considerazione e il supporto necessari a fornire risposte adeguate alla lesione di beni primari, costituzionalmente riconosciuti, quali l’integrità fisica e psichica e la libertà di autodeterminazione.

Il dossier, inoltre, sottolinea l’importanza di una formazione specializzata e condivisa rispetto al ciclo della violenza e alle conseguenze della stessa, perché si possa comprendere come migliorare la risposta dei servizi, o interpretare atteggiamenti di negazione o di minimizzazione.

Sempre nello stesso periodo viene licenziata, dal governo italiano, la nota legge sullo stalking che, tra le novità, indica a chiare lettere la necessità di un collegamento con i servizi territoriali e, in particolar modo con i centri antiviolenza.

Nel nostro territorio tutto ciò contribuisce ad una rinnovata attenzione al lavoro di rete e alla rinascita della rete antiviolenza che, da quel momento in poi, riesce a proseguire verso un cammino più stabile, pur connotato di qualche difficoltà nel rapporto con alcune istituzioni.

E’ grazie ad una nuova progettualità, in particolar modo, che si riesce a riprendere il cammino ormai stantio e irto di ostacoli della rete antiviolenza.

Ci si riferisce al progetto internazionale “Wosafejus. La domanda di giustizia e di protezione delle donne e le risposte del sistema penale”.

Il progetto ha previsto una ricerca che ha utilizzato più modalità, dalle interviste in profondità alle donne e agli/lle operatori/ici territoriali all’osservazione etnografica dei processi, dall’analisi dei fascicoli giudiziari alla lettura dei dati statistici delle forze di polizia e della magistratura.

Un’azione trasversale che ha segnato l’intero progetto è stata la formazione e l’informazione a quanti, a vario titolo, operano nel contrasto alla violenza contro le donne nelle relazioni di intimità, con particolare riguardo alle forze dell’ordine e alla magistratura.

Azione che si è svolta con il supporto locale del centro antiviolenza Thamaia che, fin dalla sua costituzione, ha coordinato le attività della rete antiviolenza coinvolgendola in ogni azione progettuale.

Appare chiaro che un movimento così significativo di persone e istituzioni, che si è mosso nell’arco degli ultimi due anni, ha avuto come conseguenza positiva la ripresa dell’attività della rete antiviolenza e, di conseguenza, una rinnovata fiducia nel lavoro di rete.

Da una lettura veloce delle interviste in profondità realizzate, emerge che gli operatori e le operatrici sono generalmente consapevoli dell’importanza e della gravità del fenomeno della violenza nella relazione di intimità, e ritengono che la violenza tende ad instaurare una situazione relazionale diversa dal normale conflitto familiare.

Tutti/e gli/le intervistati/e hanno fatto riferimento ad una scarsa cultura dei diritti da parte della donna, all’ambivalenza dei suoi sentimenti e dei suoi comportamenti che rendono difficile l’utilizzo della macchina giudiziaria e vanificano sovente il lavoro degli operatori.

Emerge, inoltre dalla lettura delle interviste realizzate, che per ottenere giustizia le donne vittime di violenza devono fare un “percorso”, i cui tempi sono tutti soggettivi e non determinabili a priori, al fine di acquisire un adeguato livello d’informazione e consapevolezza su ciò che dovranno affrontare nel momento in cui matureranno la decisione di denunciare.

Inoltre, è emerso che la risorsa umana specializzata è scarsamente sostituibile perché non c’è il tempo né sufficiente personale da preparare per sostituirla.

Rispetto alla rete antiviolenza, ciò che emerge dalle interviste e un ulteriore limite organizzativo al funzionamento e all’implementazione della rete antiviolenza sul territorio, nonostante il protocollo di intesa che coinvolge tutti i servizi che si occupano di violenza. Tuttavia, secondo il parere degli intervistati, la rete soffre di una inadeguata istituzionalizzazione e formalizzazione che garantisca risorse adeguate e continuità.

Spesso, infatti, vi è un’adesione formale (ci vanno referenti e non sono poi concretamente all’opera), che si risolve nella partecipazione a tavoli o in contatti personali.

Dall’esperienza fin qui realizzata, attraverso le varie attività progettuali e il rapporto con le istituzioni, è emerso che ove l’attività degli operatori e delle operatrici che intervengono a tutela della donna si coordina, l’intervento è positivo e riesce a perseguire il successo sperato.

Tutto ciò mette in luce come ciascun operatore e ciascuna operatrice, nell’ambito della propria professionalità e nel rispetto della stessa, debba specializzarsi per fronteggiare le emergenze connesse alle ipotesi di violenza contro le donne.

La rete antiviolenza, oggi, appare più strutturata e pronta a pianificare azioni coordinate e congiunte, al fine di rendere concreta la rete di protezione attorno alla donna che chiede aiuto e alla società in generale, intervenendo con più consapevolezza anche rispetto all’area della prevenzione.

Quest’ultimo anno e le attività realizzate all’interno del progetto Wosafejus, hanno permesso lo scambio di importanti informazioni e numerosi sono stati gli stimoli che ciascun partecipante ha “portato con sé” dopo gli incontri.

Mi piace concludere con una mia personale riflessione:

Il lavoro di rete è un percorso… e come tale necessita della  volontà di essere “percorso” e, soprattutto, necessita della volontà istituzionale degli enti coinvolti a renderlo operativo, consentendo la costante partecipazione dei referenti agli  incontri, ai seminari e, non da ultimo, rendendosi disponibili ad una progettazione condivisa e alla costruzione di un linguaggio comune che permetta alla donna ed ai minori vittime di violenza, di sentirsi “sorretti” da una rete fatta di persone prima di ogni altra cosa.

Pina Ferraro

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Informazioni su Consigliera di Parità per la Provincia di Ancona

Esperienza professionale: - Impiegata Ente di Formazione Professionale di Catania - EFAL dal 1983 al 1989 - Funzionaria Assistente Sociale Questura di Catania – (assunta 7.6.1989) - Esperta in Politiche di contrasto alla violenza di genere contro le donne ed minori - Esperta in Politiche di Conciliazione, Pari Opportunità, Parità di Genere. - Collaboratrice Università di Catania per attività di ricerca e formazione sul fenomeno della violenza di genere contro le donne e misure di contrasto e di prevenzione. Attività di collaborazione e consulenza - Iscritta, dal 21 gennaio 2008, nell’albo dei CTU del Tribunale di Catania, in qualità di assistente sociale specializzata nell’ambito della violenza di genere contro le donne ed i minori. - Iscritta all’Albo delle Assistenti Sociali della Regione Sicilia - Componente del Collegio delle Garanti del Consiglio Nazionale dell’Associazione Nazionale “D.I.RE. contro la violenza” . - Responsabile della Rete Antiviolenza del Distretto Socio Sanitario D16 e del Comune di Randazzo, di cui è stata promotrice. - Ideatrice, fondatrice e già Presidente, dell’Associazione Thamaia Onlus – Centro Antiviolenza di Catania che si occupa specificatamente di prevenzione e contrasto della violenza contro le donne ed i minori. - Ideatrice, fondatrice e Presidente pro tempore dell’Associazione Es.na - Consulenze di Genere Onlus che fornisce consulenze in ambito sociale, psicologico, psicoterapeutico, giuridico-legale, medico, pedagogico-educativo in un’ottica di genere. - Iscritta nell’Albo dei Docenti per la materia “Servizi Sociali” presso la Scuola Superiore Amministrazione Interno (SSAI) di Roma . - Componente ’Osservatorio Provinciale sul Bullismo” coordinato dal Provveditorato agli Studi di Catania. - Componente Tavolo Tecnico presso l’Azienda Sanitaria Provinciale 3 Catania per l’elaborazione e l’implementazione delle procedure socio sanitarie in tema di violenza alle donne. Attività di docenza - Facoltà di Scienze Politiche di Catania per il Master in Criminologia; - Facoltà di Giurisprudenza presso il Corso di Specializzazione in Diritto dei Minori e della Famiglia ; - Docente in Corsi/Seminari per Operatrici di Accoglienza presso Centri Antiviolenza e per operatori/trici territoriali realizzati da Enti del Terzo Settore, Enti Locali, Istituzioni Nazionali ed Università italiane; - Docente per la Questura di Catania, per l’aggiornamento professionale degli/lle operatori/trici di polizia per la materia: Violenza sulle donne, stalking e metodologia di intervento; Violenza ai minori; Sicurezza Urbana. Attività svolta nel settore della formazione e progettazione ASSOCIAZIONE Thamaia Onlus - CATANIA - Progettista, Coordinatrice ed Esperta per i seguenti settori: - Vari Progetti per l’apertura di Centri Antiviolenza e Case Rifugio ad Indirizzo segreto e per la formazione di operatrici specializzate nel percorso di fuori uscita dalla violenza (dal 2002 ad oggi) - Vari Progetti per la prevenzione della violenza di genere contro le donne ed i minori nelle scuole Superiori e per la formazione del corpo docente (da 2005 ad oggi) - Vari Progetti per la costruzione e l’implementazione di reti antiviolenza locali e per la formazione di operatori/trici territoriali (dal 2002 ad oggi) - Progetto per l’avvio di una casa rifugio ad indirizzo segreto nel territorio catanese (2004-2007) - Progetti per la formazione del personale socio sanitario e delle forze dell’ordine in tema di violenza e discriminazione di genere. ASSOCIAZIONE SNA – Consulenze di Genere Onlus - Presidente - Progettista, Coordinatrice ed Esperta per i seguenti settori: - Progetti per l’avvio di imprese al femminile nel territorio siciliano (dal 2010 ad oggi) - Progetti per la promozione dei diritti di cittadinanza delle donne (dal 2010 ad oggi) - Progetti per la prevenzione della discriminazione di genere e l’uso corretto del linguaggio di genere, nelle scuole superiori (dal 2010 ad oggi) - Progetto per l’avvio di uno studio multidisciplinare con approccio di genere (dal 2001 ad oggi) Attività svolta nel settore della ricerca - Università di Catania – Facoltà di Scienze Politiche. Ricercatrice - Progetto Rete Antiviolenza tra le città Urban Italia – 1999/2001 - Progetto Rafforzamento Rete Antiviolenza tra le città Urban Italia – 2002/2003 - Entrambi coordinati dal Dipartimento delle Pari Opportunità Presidenza del Consiglio e finanziati con Fondi Urbane e Pon Sicurezza - Progetto “WOSAFEJUS – Why Doesn’t She Press Charges? Understanding and Improving Women’s Safety and Right to Justice, finanziato con fondi europei “Daphne (2009 ad oggi) Attività istituzionale - Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali – Ministero delle Pari Opportunità Lavoro o posizione Consigliera Provinciale di Parità della Provincia di Ancona. Incarico per quattro anni. - Decreto del Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali, di concerto con il Ministero delle Pari Opportunità del 22 luglio 2011 pubblicato G.U. n. 198 del 26 agosto 2011 . Attività di promozione e tutela pari opportunità e parità di genere. Prevenzione e tutela discriminazioni nel luogo del lavoro e per ragioni di sesso, orientamento sessuale, religione, ecc. (D. Lgs. 196/2000) Convegni e Seminari di maggiore evidenza Nella qualità di Promotrice, organizzatrice e/o Relatrice: 19/04/2002: Progetto pilota “Rete Antiviolenza tra le città Urban Italia”, Seminario Nazionale di Catania; 6 e 19/04/2003: Progetto FSE N. 1999/IT/16.1P.O.011/6. 08/7.2.4/018 “Punto Donna” (Siracusa); 19/09/2003: Relatrice al 4° Workshop su: “Violenza sulle donne, risposte dei servizi pubblici e privati e la Rete Antiviolenza Urban: la realtà catanese”- Progetto “Rafforzamento della Rete Antiviolenza Tra le città Urban Italia”, Finanziato PON Sicurezza e dal PON Azioni di sistema ob.3 – Comune di Catanzaro - 15/01/2004: Seminario Nazionale di Misterbianco – “La Rete Antiviolenza di Misterbianco: dalla formazione degli operatori ad un piano di azione da sperimentare”. Progetto “Rafforzamento della Rete Antiviolenza Tra le città Urban Italia”, Finanziato PON Sicurezza e dal PON Azioni di sistema ob.3 18/03/2004: Seminario Nazionale di Brindisi “Dalla ricerca alla rete. La Rete Antiviolenza Urban di Catania e Misterbianco” all’interno del .Progetto “Rafforzamento della Rete Antiviolenza Tra le città Urban Italia”, Finanziato Fondo Europeo PON Sicurezza e dal PON Azioni di sistema ob.3–. 13/10/2004: seminario formativo di Cagliari. Relazione su: “La costituzione dei nodi di rete locali - Progetto “Rafforzamento della Rete Antiviolenza Tra le città Urban Italia”, Finanziato PON Sicurezza e dal PON Azioni di sistema ob. 3. 15/03/2005: Seminario Nazionale di Caserta. “Dalla ricerca alla rete. L’esperienza dell’Associazione Thamaia Onlus di Catania e La Rete Antiviolenza Urban di Catania e Misterbianco” - Progetto “Rafforzamento della Rete Antiviolenza Tra le città Urban Italia”, Finanziato PON Sicurezza e dal PON Azioni di sistema ob.3 23.3.2006: Convegno “Violenza alle donne. Quali tutele?” , Sala Adunanza – Palazzo di Giustizia – Catania, Progetto: “Costruire insieme: creare servizi ed una rete di protezione per donne che subiscono violenza nel Distretto Socio-sanitario 16”, finanziato fondi Regione Sicilia - Accordo di Programma Quadro, priorità asse C. 14/12/2006: Conferenza – Dibattito “violenza sessuale, 10 anni dopo: tra legislazione e prassi operativa” . Facoltà di Giurisprudenza Catania. 08.03.2007: Convegno “Le dignità violate: per una rete contro la violenza” – Aula magna – Sede Rettorato – Università Kore di Enna. 31.01.2008: Convegno di presentazione del protocollo di intesa della Rete Antiviolenza del distretto Socio Sanitario D16 e del Comune di Randazzo – Teatro Comunale Misterbianco. 16.07.2008 – Aula Magna Rettorato dell’Università di Catania sul tema: “Il voucher di conciliazione”. Il Progetto A.L.Fa. (Armonizzare Lavoro e Famiglia): un contributo concreto per armonizzare lavoro e famiglia, cofinanziato dal Por Sicilia 200-2006 e dalla Regione Sicilia. 17.09.2008 – Centro per l’Impiego di Piazza Armerina (EN) sul tema: “Il voucher di conciliazione”. Il Progetto A.L.Fa. (Armonizzare Lavoro e Famiglia): un contributo concreto per armonizzare lavoro e famiglia, cofinanziato dal Por Sicilia 200-2006 e dalla Regione Sicilia. 07.10.2008 – Comune di Paternò (CT): “Il voucher di conciliazione”. Il Progetto A.L.Fa. (Armonizzare Lavoro e Famiglia): un contributo concreto per armonizzare lavoro e famiglia, cofinanziato dal Por Sicilia 200-2006 e dalla Regione Sicilia 10.10.2008 – Comune di Misterbianco (CT) sul tema: “Il voucher di conciliazione”. Il Progetto A.L.Fa. (Armonizzare Lavoro e Famiglia): un contributo concreto per armonizzare lavoro e famiglia, cofinanziato dal Por Sicilia 200-2006 e dalla Regione Sicilia 22.10.2008 – Comune di Giarre (CT) sul tema: “Il voucher di conciliazione”. Il Progetto A.L.Fa. (Armonizzare Lavoro e Famiglia): un contributo concreto per armonizzare lavoro e famiglia, cofinanziato dal Por Sicilia 200-2006 e dalla Regione Sicilia. 09.03.2009 - Incontro/Dibattito “Violenza sulle donne”, Sala “Scuola per la gestione dei Servizi Ospedalieri e Sanitari A.O “Vittorio Emanuele” di Catania e organizzato dalla UIL provinciale e dal Comitato Pari Opportunità della UIl Catania. 04.07.2009 – Convegno “L’importanza dei modelli educativi per la prevenzione del disagio sociale”, presso il Comune di Tremestieri e organizzato dal (Sindacato Italiano Appartenenti Polizia) e il Patrocinio del Comune di Tremestieri E. 27.06.2009 – Convegno “Gli atti di persecuzione: lo stalking”, Facoltà di Giurisprudenza Università di Catania. 16.6.2009 –Convegno “Non permettere a nessuno di spezzarti le ali. Stalking, quali difese?”, Palazzo della Cultura di Catania. Organizzato dalla CISL, Coordinamento Donne CISL di Catania. 19.6.2009 – Convegno "La violenza contro le donne: profili familiari, lavoristici e penali", a Reggio Calabria. Organizzato dall'Osservatorio Nazionale sul Diritto di Famiglia, sez. di Reggio Calabria insieme con l'Osservatorio Nazionale sul Diritto di Famiglia-Avvocati di Famiglia, il Consiglio dell'Ordine degli Avvocati di Reggio Calabria ed all'Ufficio della Consigliera Regionale di Parità della Calabria. 24.11.2009 – Convegno dal titolo “Donne e violenza, tra silenzio e denuncia”. Complesso fieristico Le Ciminiere di Catania, organizzato dal Centro Studi Politico Sociali, con il patrocinio del Comitato P.O. dell'Università degli Studi di Catania, 25.11.2009 – "La violenza contro le donne. Cosa cambia nell'attività di prevenzione e di contrasto dopo la legge anti-stalking", tenuto presso il Salone degli Specchi della Provincia Regionale di Messina. 29.11.2009 – Convegno organizzato dalla FIDAPA – sez. di Francofonte (SR) e dall'Associazione femminile “8 Marzo”, in occasione della giornata internazionale contro la violenza alle donne dal titolo “Insieme fra il silenzio e la paura, scegliamo la parola". 03.02.2010 – Relatrice di una tesi – presso la Facoltà di Giurisprudenza – Corso di Perfezionamento in giustizia dei minori e della famiglia, dal titolo “La violenza intrafamiliare: La violenza assistita”. 08.02.2010 – Convegno “Insieme in difesa della differenza. Discriminazioni di genere, stalking, mobbing e molestie sessuali nei luoghi di lavoro”. organizzato dalla FIDAPA – Sez. Giarre/Riposto e dall’Associazione ESNA – Consulenze di genere che ne ha curato l’organizzazione e i contenuti, in collaborazione con il Comune di Giarre. 07.03.2010 – Convegno “L’imprenditoria femminile al sud: quale futuro?”, organizzato dall’Associazione 8 marzo di Franconfonte in collaborazione con il Comune di Francofonte – Assessorati Pari Opportunità e Politiche Sociali e l’Associazione Esna – Consulenze di Genere Onlus. 09.03.2010 – Tavola rotonda “Partecipazione al mercato del lavoro e politiche di genere”, - Aula Magna Facoltà di Scienze Politiche di Catania, organizzato dalla Provincia Regionale di Catania, la Facoltà di Scienze Politiche, il Comitato Pari Opportunità dell’Ateneo Catanese e dall’Associazione Esna – Consulenze di Genere. 24.04.2010 – Convegno Internazionale dal titolo “Violenze nelle relazioni di intimità. La domanda di giustizia e di protezione delle donne e le risposte del sistema penale: prospettive internazionali”, organizzato nell’ambito del progetto Daphne: “WosafeJus. Why doesn’t she press Charges? Understangind and Improving Women’s Safety and Right to Justice”, tenutosi presso la Cappella Farnese – Palazzo d’Accursio di Bologna. 22.06.2010 – Seminario “La violenza di genere e la rete antiviolenza. L’importanza delle procedure”, tenuto presso le Ciminiere di Catania ed organizzato dall’Associazione Thamaia Onlus di Catania in collaborazione con la Provincia Regionale di Catania. 25.11.2010 – Convegno in occasione della giornata internazionale contro la violenza alle donne dal titolo “Per guardare avanti” , organizzato dall’Azienda Ospedaliera Garibaldi di Catania. 30.11.2010 – III convegno “Stalking. La parola alle vittime ed agli operatori” , organizzato dal SIAP – C.P.O. Ateneo catanese – Facoltà di Scienze Politiche, con una relazione dal titolo “Violenza di genere contro le donne ed i minori e metodologia di intervento”. Gen/Feb 2011 – Relatrice all’incontro di apertura e di chiusura del corso di autodifesa personale organizzato dal Centro universitario sportivo (Cus) di Catania e dal Comitato Pari opportunità del sindacato di Polizia Siap, nell’ambito del progetto “Vittime non si nasce”. Consegna targa con la seguente motivazione “Per il costante impegno alla lotta contro la violenza di genere”. 05.03.2011 – Relatrice all’incontro dal titolo “Un cerchio dopo l’altro”, organizzato dal Liceo Statale “G. Lombardo Radice” di Catania, in occasione della giornata internazionale della donna a cui hanno partecipato donne della cultura, delle istituzioni, della politica e delle forze dell’ordine. 11.3.2011 – Relatrice all’incontro-dibattito organizzato dal Partito Democratico di Catania in occasione della Giornata della donna dal titolo “Dalle donne più opportunità – Per il lavoro, per la democrazia, per tutti”. 24.3.2011 – Relatrice al convegno “Profilo giuridico e psicologico dello stalking", organizzato dalla Fidapa di Motta S. Anastasia. 25.3.2011 – Relatrice al convegno organizzato dall’ANLC (associazione nazionale consulenti del Lavoro) di Catania, in collaborazione con l’Associazione Esna – Consulenze di Genere, la Confcommercio e la Camera di Commercio di Catania, dal titolo “Donne e Parità”, realizzato presso le Ciminiere di Catania. 25.05.2011 – Relatrice alla Tavola Rotonda conclusiva dell’evento formativo e di confronto, dal titolo “La violenza nelle relazioni di intimità: Strumenti legislativi, prassi giurisprudenziali e intervento integrato”, realizzato presso il Palazzo della Cultura del Comune di Catania, all’interno del progetto internazionale “WOSAFEJUS – Why Doesn’t She Press Charges? Understanding and Improving Women’s Safety and Right to Justice, finanziato dai fondi europei “Daphne. 24.06.2011 – Relatrice alla Convegno Internazionale dal titolo “Violenza sulle donne e misure di contrasto: esperienze europee a confronto”, realizzato presso l’Aula Magna della facoltà di Scienze Politiche di Catania, all’interno del progetto internazionale “WOSAFEJUS – Why Doesn’t She Press Charges? Understanding and Improving Women’s Safety and Right to Justice, finanziato dai fondi europei “Daphne. 20-21/09/2011 Partecipazione al Seminario di lavoro della Rete Nazionale delle Consigliere e dei Consiglieri di Parità. 14.10.2011 – Partecipazione agli Stati Generali delle Pari Opportunità della Regione Marche, realizzati a Fano (PU) dal titolo: “Donne e rappresentanza – una scarsa partecipazione alla vita politica del Paese…Perché?.”. Intervento dal titolo: “Donne e rappresentanza politica: una relazione complicata”. 19.10.2011 – Partecipazione alla seduta aperta tenuta presso il Comune di Montermarciano (AN), organizzata dalla Commissione Speciale delle Elette e per le Pari Opportunità della Provincia di Ancona in collaborazione con l’ufficio della Consigliera di Parità di Ancona. Relazione dal titolo: La consigliera di Parità, ruolo e funzioni di un organismo di tutela. 29.11.2011 – Partecipazione come relatrice al Convegno organizzato dal Comune di Fiumefreddo – Ass. Pari Opportunità, dal titolo “Violenza sulle donne e azioni di contrasto. Dati statistici, servizi e metodologia di intervento”. 15.12.2011 - Relatrice alla Tavola Rotonda conclusiva del progetto internazionale “WOSAFEJUS – Why Doesn’t She Press Charges? Understanding and Improving Women’s Safety and Right to Justice, finanziato dai fondi europei “Daphne, dal titolo “La risposta coordinata della comunità alla violenza nelle relazioni di intimità: esperienze italiane”, realizzato presso Palazzo Pizzardi – Tribunale di Bologna. 02.02.2012 – Relatrice al Convegno “La relazione affettiva tra i giovani” organizzato dal Comune di Fiumefreddo – Assessorato alle Pari Opportunità. ISTRUZIONE E FORMAZIONE - Laureata (22.11.2011). Laurea Magistrale in Sociologia – indirizzo Criminologia e Processi di Controllo Sociale – Facoltà di Scienze Politiche di Catania – voto 110/110 e Lode Tesi: Servizi a supporto delle donne che subiscono violenza e modelli di intervento. - Università degli Studi di Salerno – Paidea – Scuola Alta Formazione nelle Scienze Umane – Ottava Scuola estiva sul Metodo e la Ricerca Sociale Corso su “Introduzione alla Valutazione: Metodo e Applicazioni”, per complessive 40 ore di formazione, tenute da C. Bezzi e A. Vergani . Votazione Finale 30/30. - Laurea di Primo Livello in Servizio Sociale A.A. 1998/99 voto 70/70 e Lode - Tesi sperimentale su: “L’Assistenza economica: Linee evolutive e prospettive di riforma. Un confronto tra Italia e Spagna”. - Periodo di Studi a Barcellona (Spagna) – ott 1998 – giu 1999 - Borsa di Studio e di Ricerca a Barcellona (Spagna) aprile/maggio 2000 sui servizi a sostegno delle donne che subiscono violenza. - Corso per Consigliere di Fiducia presso (SSAI Roma) - 2008 - Diploma di Ragioniere e Perito Commerciale, 1990 - Corso di formazione per Assistenti Sociali in Servizio presso i N.O.T. (Nucleo Operativo Tossicodipendenze) presso (SSAI Roma) 2008 - Corso in “Metodologie e Strumenti per la Coesione Sociale: Le competenze chiave di Cittadinanza Europea” 2009 - Percorso di qualificazione ed aggiornamento professionale per operatrici d’accoglienza e/o professioniste dei Centri Antiviolenza. Totale ore 324 di cui 32 di stage realizzato presso il Centro Antiviolenza di Modena - 2004 - Numerosi corsi e seminari sul tema della violenza di genere contro le donne ed i minori, le politiche di conciliazione e le pari opportunità frequentate in Italia e in Spagna (Barcellona). Madrelingua: Italiano ALTRE LINGUE: INGLESE (A2 Common European Framework) SPAGNOLO • Capacità di lettura Eccellente • Capacità di scrittura Buono • Capacità di espressione Eccellente CAPACITÀ E COMPETENZE RELAZIONALI E PERSONALI Vivere e lavorare con altre persone, in ambiente multiculturale, occupando posti in cui la comunicazione è importante e in situazioni in cui è essenziale lavorare in squadra (ad es. cultura e sport), ecc. Ottime competenze nella relazione d’aiuto nei confronti delle persone con disagio sociale, con particolare riguardo alle donne e ai minori che hanno subito violenza sessuale e/o maltrattamenti o discriminazione di genere. Ottime capacità di lavorare in gruppo, acquisite nel corso della propria esperienza professionale e umana, anche familiare (proviene da una famiglia numerosa che le ha permesso di acquisire, prima e meglio, capacità di mediazione, sopportazione, di lavorare per suddivisione di compiti, autogestione e autonomia, ecc.). Inoltre, nel corso della propria esperienza professionale ha avuto modo di occuparsi di molte problematiche e si è relazionata con culture e problematiche differenti, avendo lavorato in più contesti (anziani, minori, sex worker, povertà estreme, senza fissa dimora, donne e minori che subiscono violenza, tematiche di genere e pari opportunità, politiche di conciliazione). CAPACITÀ E COMPETENZE ORGANIZZATIVE Ad es. coordinamento e amministrazione di persone, progetti, bilanci; sul posto di lavoro, in attività di volontariato (ad es. cultura e sport), a casa, ecc. Ottime competenze in attività di progettazione e coordinamento di progetti, attività di sviluppo reti locali e organizzazione attività di formazione e sensibilizzazione sulla tematica della violenza di genere e delle Pari Opportunità. Ottime capacità di organizzazione e gestione delle risorse umane avendo espletato, fin dall’inizio della propria attività lavorativa (1984), attività di coordinamento e di direzione, nelle attività interne e nei rapporti con l’esterno ed aver pianificato e coordinato svariati attività progettuali. Ottime capacità di pubbliche relazioni e di selezione delle risorse umane. CAPACITÀ E COMPETENZE TECNICHE Con computer, attrezzature specifiche, macchinari, ecc. Ottime capacità nell’utilizzo di internet, del sistema windows e dei seguenti programmi: word, excel e power point Ottime capacità nell’utilizzo di tutti gli strumenti tecnologici e informatici, utili nell’organizzazione del proprio tempo lavorativo, nonché utili per migliorare la resa del proprio PUBBLICAZIONI - Dentro e fuori la famiglia. Violenza sulle donne e servizi in un contesto meridionale urbano: il caso Catania”, a cura di R. Palidda – Franco Angeli 2002. In tale rapporto la sottoscritta ha redatto insieme a G. Floridia e D. Timpanaro un capitolo dal titolo “Gli operatori dei servizi e la violenza sulle donne: non riconoscimento o carenza di risorse? - “La violenza sulle donne a Misterbianco: tra esperienze di vita e visibilità sociale”, a cura di R. Palidda – Tipolitografia Lombardo & Licciardello 2004, Redazione di un capitolo insieme a D. Timpanaro dal titolo “Gli operatori di fronte alla violenza” ed un capitolo dal titolo “I servizi presenti nel comune di Misterbianco”. - “La violenza contro le donne: profili familiari, lavoristici e penali”, Atti del Convegno del 19 giugno 2009, a cura di Maria Stella Ciarletta – Rubbettino Editore, 2010. Redazione di un capitolo dal titolo “La violenza di genere, il ruolo dei centri antiviolenza e la costruzione della rete antiviolenza”.
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