Dietro la porta chiusa

Per una come me che vive in una casa con pochissime porte e tutte senza chiavi è stato difficile accostarsi a questo tema senza una buona dose di diffidenza.

Ho subito pensato a cosa simboleggiano per me la porta e la chiave e mi sono scoperta a pensarle sempre e comunque cose occasioni di passaggio – e crescita – o di apertura. Da piccola la storia di Barbablù non era assolutamente tra le mie preferite, anzi, mi lasciava sempre un senso di angoscia malgrado il lieto fine inevitabile nelle favole.

Cosa c’è dietro una porta chiusa?

Pensando al mio ruolo di Consigliera di Parità mi vengono in mente tante porte chiuse di luoghi preclusi alle donne che vorrebbero lavorare e realizzarsi oltre la vita familiare.

Mi vengono in mente i cancelli che restano chiusi a causa della crisi o perché, potendo scegliere, assumere una donna è troppo scomodo: loro pretendono di avere anche una vita sociale e famigliare al di fuori del lavoro, pretendono di fare figli ed accudirli e tutto questo non viene vissuto come un peso invece che una risorsa e la speranza per il futuro.

Vorrei che le porte delle Aziende rimanessero sempre aperte per consentire il dialogo con il tessuto sociale  e l’accesso al lavoro.

Non posso non pensare alle porte che si sono chiuse non in faccia alle lavoratrici e lasciandole fuori ma a quelle che si sono chiuse bloccandole dentro.

Penso al moderno 8 marzo che si è consumato per anni, a cadenza regolare e in modo raccapricciante ai danni di alcune donne che non sapevano reagire al padre padrone che le abusava sistematicamente ripetendo “qui comando io e si fa come dico io….. è la parola mia contro la tua, chi vuoi che possa credere ad una come te!”.

Queste donne io le conosco, hanno un nome, un volto ed una storia e sto combattendo al loro fianco per restituire loro la dignità di donne e di lavoratrici.

Queste donne le stimo perché hanno trovato la forza di denunciare, di aprire quella porta!

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Informazioni su Paola Petrucci

Paola Petrucci è nata ad Ascoli Piceno il 2 maggio 1962, coniugata con un figlio, è da sempre attiva nel mondo del volontariato, dell'educazione e della promozione sociale. Ha frequentato l'Istituto Tecnico per Geometri ed è stata iscritta all'Albo dei Geometri dal 1981 al 2011 svolgendo, tra l'altro, la libera professione. Pur non essendosi mai iscritta all'Università ha frequentato master sulle tematiche del marketing, dell'innovazione e della gestione d'impresa. Tra il 1981 ed il 1995 ha gestito l'impresa edile di famiglia occupandosi prevalentemente delle relazioni con la committenza, del marketing relazionale e dell'organizzazione generale. Nel 1995 ha iniziato a svolgere l'attività di consulente e formatore delle aree: dinamiche di gruppo, tecniche di organizzazione, creazione d'impresa, motivazioni imprenditoriali anche in ottica di genere, tecniche di autoimprenditorialità, marketing di se' e bilanciamento delle competenze partecipando a numerosi progetti sia per Enti Privati che per Enti Pubblici. Tra il 1995 ed il 2008 è stata amministratrice e responsabile di progetto della società Sorelle Petrucci snc con la quale erogava servizi a favore di Enti Pubblici e Privati per il sostegno delle attività imprenditoriali, unitamente alle sorelle. Tra il 1989 ed il 1997 ha ricoperto diversi ruoli istituzionali in seno a Confindustria sia per la Provincia di Ascoli Piceno (Presidente dei Giovani Imprenditori e vice Presidente della stessa Confindustria Provinciale) che a livello regionale quale vice Presidente regionale dei Giovani Imprenditori delle Marche oltre a ruoli tecnici e di supporto in Commissioni Nazionali in seno ai Giovani Imprenditori di Confindustria. Dal 1996 è componente della Commissione per le Pari Opportunità della Provincia di Ascoli Piceno dove ha svolto il ruolo di vice Presidente e di coordinatrice dei gruppi di lavoro sulle tematiche inerenti l'impresa, il lavoro e la formazione. Dal 2001 ricopre il ruolo tecnico di Consigliera di Parità per la Provincia di Ascoli Piceno e, dal 2011, quello Consigliera di Parità per la Regione Marche. Nel 2014/2016 ha partecipato al gruppo di coordinamento nazionale degli Stati Generali delle donne come responsabile dei percorsi sul passaggio generazionale e degli Stati generali delle donne delle Marche. Ha collaborato alla redazione di diverse pubblicazioni e, ad ottobre 2015, ha pubblicato un breve saggio dal titolo Chi ha paura del gender? Dal 2016 è la Leader della Rete al femminile di Ascoli Piceno.
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