Riflessioni a margine degli incontri di oggi

Ma la contrattazione di secondo livello (contratti integrativi aziendali) non dovrebbero essere migliorativi rispetto alla contrattazione nazionale?

Oggi ho incontrato due diversi sindacati per problematiche diverse e mi sono sentita fare, in entrambe le situazioni, la stessa domanda.

La contrattazione di secondo livello, gestita tra Azienda ed RSU, è finalizzata ad integrare ed implementare la contrattazione nazionale, ossia standard, modellandola alla situazione locale e specifica dell’Azienda in questione.

Certamente dovrebbe essere migliorativa altrimenti per quel motivo la componente sindacale dovrebbe essere interessata a sottoscrivere un accordo ad integrazione e modifica di uno preesistente e più favorevole?

Da un paio d’ore questa domanda risuona nella mia testa e si accorda perfettamente con un dato che rileviamo da tempo e che è crescente: le denunce di discriminazione arrivano sempre più da dipendenti delle Aziende Pubbliche e sempre meno da quelli delle Aziende Private.

Ma i numeri hanno una loro logica e vanno letti nella giusta modalità oltre che raffrontati tra loro.

Le segnalazioni di discriminazioni hanno iniziato a diminuire con il crescere della crisi: c’è ancora chi viene a chiederti il consiglio, un parere ma, al dunque, le denunce non vengono formalizzate e, spesso, neanche ti dicono il nome dell’Azienda quando capiscono che la Consigliera di parità, quale pubblico ufficiale, è tenuta comunque ad intervenire nel momento in cui ha notizia di discriminazioni sul lavoro.

In questo momento di crisi sono sempre meno le persone disposte a rischiare d’incrinare i rapporti, anche se difficili e faticosi, con il datore di lavoro o con i colleghi di lavoro.

Sempre più si è disposti ad accettare compromessi, imposti e mai condivisi, e a fare silenzio rispetto a situazioni che non vanno sul posto di lavoro pur di mantenere la situazione e non vederla precipitare in un licenziamento alla prima occasione perché la crisi c’è ed è evidente e le Aziende, per motivi economici, continuano a licenziare.

Le poche persone che danno seguito alle richieste di aiuto formalizzandole in denunce sono quelle che non possono essere licenziate, le persone – permettetemi il termine – privilegiate da un rapporto di lavoro a tempo indeterminato e per il quale non ci sono, sostanzialmente, clausole di licenziabilità.

Se i numeri vengono letti in questo modo la risposta alla domanda iniziale è scontata.

In questo momento storico il bisogno di lavorare e portare a casa dei soldi tiene tutti sotto ricatto, anche quegli istituti che nascono a sostegno e difesa dei lavoratori………………

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Informazioni su vice Consigliera di Parità Regione Marche

Paola Petrucci è nata ad Ascoli Piceno il 2 maggio 1962, coniugata con un figlio, è da sempre attiva nel mondo del volontariato, dell'educazione e della promozione sociale. Ha frequentato l'Istituto Tecnico per Geometri ed è stata iscritta all'Albo dei Geometri dal 1981 al 2011 svolgendo, tra l'altro, la libera professione. Pur non essendosi mai iscritta all'Università ha frequentato master sulle tematiche del marketing, dell'innovazione e della gestione d'impresa. Tra il 1981 ed il 1995 ha gestito l'impresa edile di famiglia occupandosi prevalentemente delle relazioni con la committenza, del marketing relazionale e dell'organizzazione generale. Nel 1995 ha iniziato a svolgere l'attività di consulente e formatore delle aree: dinamiche di gruppo, tecniche di organizzazione, creazione d'impresa, motivazioni imprenditoriali anche in ottica di genere, tecniche di autoimprenditorialità, marketing di se' e bilanciamento delle competenze partecipando a numerosi progetti sia per Enti Privati che per Enti Pubblici. Tra il 1995 ed il 2008 è stata amministratrice e responsabile di progetto della società Sorelle Petrucci snc con la quale erogava servizi a favore di Enti Pubblici e Privati per il sostegno delle attività imprenditoriali, unitamente alle sorelle. Tra il 1989 ed il 1997 ha ricoperto diversi ruoli istituzionali in seno a Confindustria sia per la Provincia di Ascoli Piceno (Presidente dei Giovani Imprenditori e vice Presidente della stessa Confindustria Provinciale) che a livello regionale quale vice Presidente regionale dei Giovani Imprenditori delle Marche oltre a ruoli tecnici e di supporto in Commissioni Nazionali in seno ai Giovani Imprenditori di Confindustria. Dal 1996 è componente della Commissione per le Pari Opportunità della Provincia di Ascoli Piceno dove ha svolto il ruolo di vice Presidente e di coordinatrice dei gruppi di lavoro sulle tematiche inerenti l'impresa, il lavoro e la formazione. Dal 2001 ricopre il ruolo tecnico di Consigliera di Parità per la Provincia di Ascoli Piceno e, dal 2011, quello Consigliera di Parità per la Regione Marche. Nel 2014/2016 ha partecipato al gruppo di coordinamento nazionale degli Stati Generali delle donne come responsabile dei percorsi sul passaggio generazionale e degli Stati generali delle donne delle Marche. Ha collaborato alla redazione di diverse pubblicazioni e, ad ottobre 2015, ha pubblicato un breve saggio dal titolo Chi ha paura del gender? Dal 2016 è la Leader della Rete al femminile di Ascoli Piceno.
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