8 marzo 2012 ……da qui vogliamo ripartire….

La Banca d’Italia lo ha detto chiaramente se l’occupazione femminile in Italia raggiungesse il 60% (come da impegni presi a Lisbona), il PIL italiano crescerebbe del 7%.

Per ogni 100 donne che lavorano si creano 15 posti di lavoro aggiuntivi nel settore dei servizi.

Ma sono ancora molti gli ostacoli culturali, organizzativi ed economici che rallentano il percorso verso il raggiungimento di una piena parità tra uomini e donne sul mercato del lavoro e nella ripartizione delle responsabilità famigliari.

I dati dell’Organizzazione Internazionale del Lavoro attestano che i licenziamenti e l’aumento della precarietà lavorativa dal 2007 ad oggi toccano soprattutto le donne.

In Italia il tasso di disoccupazione giovanile, tra i più alti d’Europa, sfiora ormai il 30% per i ragazzi sotto i 30 anni, ma sale al 50% per le ragazze.

La Commissione delle Nazioni Unite sullo stato delle donne (CSW), esprime grave preoccupazione per il peggioramento della condizione femminile, provocato oltre che dalla perdita del reddito da lavoro, dai forti tagli alla spesa sociale praticati dagli stati per contenere il disavanzo pubblico.

La povertà di massa è soprattutto povertà femminile, il 70% dei poveri assoluti nel mondo sono donne.

Le donne sono le principali generatrici di reddito famigliare, ma rimangono escluse dall’accesso a risorse fondamentali per lo sviluppo economico, come il credito, la proprietà della terra e di altri strumenti di produzione, la formazione e la tecnologia.

Nelle società industriali subiscono una forte disparità nelle retribuzioni e nella carriera professionale, nell’Unione Europea il divario medio dei guadagni tra uomini e donne è del 17,4%.

Nonostante questa drammatica situazione, questo clima che gli economisti definiscono “sfavorevole”, le donne sono protagoniste di iniziative finanziarie solide, basti pensare al microcredito, sono le artefici di progetti e attività economiche di grande successo, basate sull’innovazione, la promozione della comunità, la partecipazione.

È da qui che vogliamo ripartire questo 8 marzo, dalla consapevolezza che le donne hanno grandi capacità organizzative e gestionali che dimostrano ogni giorno nell’adempiere alle molteplici funzioni a cui sono chiamate.

La saggezza popolare insegna che, per riuscire nel lavoro, non bisogna mischiare soldi e sentimenti eppure ci sono tante donne che,  gestendo le famiglie e le loro dinamiche interne, si sperimentano ogni giorno nella gestione dell’impresa famiglia in cui economia e sentimenti si fondono.

Da qui vogliamo ripartire: dalla forza delle donne!

Paola Petrucci, Consigliera di Parità effettiva per la Provincia di Ascoli Piceno

Paola Casciati, Consigliera di Parità supplente per la Provincia di Ascoli Piceno

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Informazioni su Paola Petrucci

Paola Petrucci è nata ad Ascoli Piceno il 2 maggio 1962, coniugata con un figlio, è da sempre attiva nel mondo del volontariato, dell'educazione e della promozione sociale. Ha frequentato l'Istituto Tecnico per Geometri ed è stata iscritta all'Albo dei Geometri dal 1981 al 2011 svolgendo, tra l'altro, la libera professione. Pur non essendosi mai iscritta all'Università ha frequentato master sulle tematiche del marketing, dell'innovazione e della gestione d'impresa. Tra il 1981 ed il 1995 ha gestito l'impresa edile di famiglia occupandosi prevalentemente delle relazioni con la committenza, del marketing relazionale e dell'organizzazione generale. Nel 1995 ha iniziato a svolgere l'attività di consulente e formatore delle aree: dinamiche di gruppo, tecniche di organizzazione, creazione d'impresa, motivazioni imprenditoriali anche in ottica di genere, tecniche di autoimprenditorialità, marketing di se' e bilanciamento delle competenze partecipando a numerosi progetti sia per Enti Privati che per Enti Pubblici. Tra il 1995 ed il 2008 è stata amministratrice e responsabile di progetto della società Sorelle Petrucci snc con la quale erogava servizi a favore di Enti Pubblici e Privati per il sostegno delle attività imprenditoriali, unitamente alle sorelle. Tra il 1989 ed il 1997 ha ricoperto diversi ruoli istituzionali in seno a Confindustria sia per la Provincia di Ascoli Piceno (Presidente dei Giovani Imprenditori e vice Presidente della stessa Confindustria Provinciale) che a livello regionale quale vice Presidente regionale dei Giovani Imprenditori delle Marche oltre a ruoli tecnici e di supporto in Commissioni Nazionali in seno ai Giovani Imprenditori di Confindustria. Dal 1996 è componente della Commissione per le Pari Opportunità della Provincia di Ascoli Piceno dove ha svolto il ruolo di vice Presidente e di coordinatrice dei gruppi di lavoro sulle tematiche inerenti l'impresa, il lavoro e la formazione. Dal 2001 ricopre il ruolo tecnico di Consigliera di Parità per la Provincia di Ascoli Piceno e, dal 2011, quello Consigliera di Parità per la Regione Marche. Nel 2014/2016 ha partecipato al gruppo di coordinamento nazionale degli Stati Generali delle donne come responsabile dei percorsi sul passaggio generazionale e degli Stati generali delle donne delle Marche. Ha collaborato alla redazione di diverse pubblicazioni e, ad ottobre 2015, ha pubblicato un breve saggio dal titolo Chi ha paura del gender? Dal 2016 è la Leader della Rete al femminile di Ascoli Piceno.
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